Gino Paoli, a chi andrà l'eredità

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Secondo una ricerca Siae, i diritti d'autore genererebbero quasi 450 mila euro all'anno. Dovrebbero aggiungersi il vitalizio da parlamentare, gli introiti come presidente della Siae dal 2013 al 2015 e gli immobili in Liguria

Gino Paoli è morto nella sua casa di Genova nella notte tra il 23 e il 24 marzo all’età di 91 anni. Dopo le esequie, che sono state eseguite il 25 marzo in una cerimonia laica riservatissima alla presenza dei soli familiari e amici, si apre ora la questione dell’eredità. Il cantautore aveva quattro figli: Giovanni, avuto dalla prima moglie Anna Fabbri e prematuramente scomparso all’età di 60 anni il 7 marzo 2025 presso l’unità coronarica dell’ospedale Niguarda di Milano per un infarto, Amanda Sandrelli, nata dalla relazione con l’attrice Stefania Sandrelli, e Nicolò e Tommaso, gli ultimi nati dalle nozze con l’ultima moglie Paola Penzo, che gli è rimasta accanto per oltre 50 anni e che l'ha assistito fino alla fine. Paoli aveva anche quattro nipoti: Olivia, figlia di Giovanni, Rocco e Francisco, figli di Amanda, e Leone, figlio di Nicolò. Ora la moglie Paola e i tre figli erediteranno le proprietà e i proventi del catalogo musicale dell’artista, che genera diritti d’autore e un flusso stabile di royalties. Per legge, di regola, la moglie deve ricevere un terzo dell’eredità, mentre i tre figli devono ricevere i restanti due terzi, che devono essere divisi in parti uguali. Al compianto figlio Giovanni, invece, deve subentrare per “rappresentazione” la figlia Olivia. In presenza di testamento, invece, la divisione delle quote potrebbe cambiare, pur senza togliere la quota di legittima ai soggetti menzionati.

DAI DIRITTI D'AUTORE ALLE CASE IN LIGURIA

Le canzoni di Gino Paoli generano tuttora significativi redditi dai diritti d’autore. Una delle ultime ricerche Siae sugli artisti in grado di generare più ricchezza dai diritti d’autore aveva stimato una cifra di quasi 450 mila euro all’anno. Alla somma dovrebbero aggiungersi anche il vitalizio da parlamentare (il cantautore era stato eletto nel 1987), che nel 2018 era stato ridotto per legge da 3.108 euro a 1.088 euro al mese, e gli introiti come presidente della Siae dal 2013 al 2015 che, secondo i rendiconti, si aggirerebbero intorno a oltre 60.000 euro nel 2013, 125.000 euro nel 2014 e più di 56.000 euro nel 2015. Inoltre, Paoli possedeva immobili in Liguria, dalle case nelle zone di Nervi e di Quinto al mare alle altre proprietà. Si deve considerare, inoltre, il valore delle “sincronizzazioni”, cioè dell’uso delle canzoni in film, serie tv e pubblicità.

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GLI AMORI DI GINO PAOLI

Nel 1954 Gino Paoli aveva incontrato Anna Fabbri, che aveva sposato nel 1957. Nel 1964 la coppia aveva accolto il figlio Giovanni, mentre nel 1970 aveva divorziato. Sempre nel 1964, pochi mesi dopo la nascita del primogenito, il cantautore aveva avuto anche Amanda, frutto dell’amore clandestino con l’attrice Stefania Sandrelli. Anna Fabbri aveva accettato la nascita della bambina, che era nata in Svizzera e che aveva ereditato il cognome materno, e l’aveva accolta in casa, dove era cresciuta insieme al fratello Giovanni. Oggi Amanda considera Anna come una seconda mamma, e dopo la morte del padre ha pubblicato sui social una foto insieme in bianco e nero con una didascalia piena di amore: “Babbo mio”. Dopo la successiva storia d’amore con Ornella Vanoni, nel 1991 Paoli aveva sposato l’autrice musicale Paola Penzo.

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