Il cantautore è morto nella sua casa di Genova nella notte tra lunedì 23 e martedì 24 marzo all’età di 91 anni, dopo un breve ricovero e circondato dall'affetto della sua famiglia
I funerali di Gino Paoli, il cantautore morto nella sua casa di Genova nella notte tra lunedì 23 e martedì 24 marzo all’età di 91 anni, si terranno nella giornata di giovedì 26 marzo in forma privata, alla presenza dei soli familiari, e senza camera ardente.
UNA VITA STRAORDINARIA, DALL'AMICIZIA CON LUIGI TENCO ALL'AMORE CON ORNELLA VANONI
Nato il 23 settembre 1934 a Monfalcone, in Friuli-Venezia Giulia, dove la madre Caterina, originaria della regione, aveva partorito per consuetudine di famiglia, Gino Paoli è stato uno dei maggiori esponenti della musica italiana. Il cantautore aveva vissuto a Genova, dove si è anche spento dopo un breve ricovero, circondato dall’affetto della sua famiglia. In Liguria, in gioventù, aveva frequentato un gruppo di amici che avevano poi costituito il primo nucleo della Scuola Genovese. Tra loro c’erano Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Fabrizio De André e Umberto Bindi. Inizialmente, Paoli aveva faticato a dimettersi dall’agenzia pubblicitaria dove lavorava, ma poi i musicisti professionisti fratelli Riverberi l’avevano fatto convocare a Milano per un’audizione presso la casa discografica Dischi Ricordi. Aveva allora realizzato i primi progetti, come il brano La gatta che, però, nella prima edizione aveva venduto pochissime copie. La svolta artistica era arrivata prima con Mina, che aveva scelto la canzone Il cielo in una stanza, e poi con Ornella Vanoni, musa, amante e amica. Lei aveva dimenticato Giorgio Strehler, lui un matrimonio deciso troppo presto, e dal sodalizio anche umano erano nati successi indimenticabili come il brano Senza fine, un titolo che ora sembra rappresentare il legame indissolubile tra i due, fino all’ultimo giorno: appena quattro mesi fa, Paoli aveva salutato per sempre Vanoni con un grande mazzo di rose gialle. Il cantautore aveva poi vissuto l’amore con Stefania Sandrelli, madre della figlia Amanda, e nel 1963 aveva goduto del successo della canzone Sapore di sale. Nel mezzo, però, non erano mancati i problemi, dal consumo di alcol al tentato suicidio avvenuto nello stesso anno, con una pallottola ferma a due passi dal cuore e rimasta incapsulata nel petto per tutta la vita. Dopo qualche apparizione al Festival di Sanremo, Paoli aveva anche assistito al suicidio dell’amico Tenco, evento che l’aveva scosso e l'aveva fatto ritirare dalle scene almeno fino alla fine degli anni Settanta. Dopo aver abbandonato alcol e droghe, nel 1984 il cantautore era tornato con il brano Una lunga storia d’amore e con un altro incontro artistico con Vanoni, preludio di un periodo di successi come Ti lascio una canzone e Quattro amici. In seguito, Paoli si era anche dedicato all’attivismo politico come deputato indipendente del Pci, un’esperienza che era durata solo cinque anni e che gli aveva lasciato l’amaro in bocca. Aveva poi incontrato l’ultima compagna, Paola Penzo, che gli è stata accanto fino alla fine, ed era apparso ancora al Festival di Sanremo, l’ultima volta appena qualche anno fa. Aveva anche vissuto un ultimo enorme dolore, la perdita del figlio Giovanni, avvenuta il 7 marzo 2025 per un infarto quando l’uomo aveva solo 60 anni.
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GLI OMAGGI, DA VASCO ROSSI A GIORGIA
“Gino...Ho il cuore spezzato e neanche una parola. Hai fatto tanto per me...Non ti dimenticherò mai”, ha scritto su Instagram la cantante Elisa per omaggiare Gino Paoli. “E poi ci troveremo come le star...la prima volta che ho visto Gino cantare, ho capito, e ho imparato qual è la differenza tra un cantante e un interprete immenso”, ha aggiunto su Facebook Vasco Rossi, che ha anche citato la collaborazione con il cantautore ligure nel brano Quattro amici del 1991. Per Giorgia, che gli ha dedicato un momento speciale durante il suo concerto al Forum di Assago, “era veramente un figo”.