Obsession potrebbe avere un sequel e una serie spin-off, il regista immagina nuovi scenari

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Camilla Sernagiotto

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La pellicola già cult potrebbe presto espandersi ben oltre i confini del singolo film. Il regista Curry Barker ha infatti raccontato di avere già in mente nuove direzioni narrative legate all’universo creato insieme a Blumhouse, lasciando intravedere la possibilità di sequel, ma soprattutto di una serie televisiva antologica costruita attorno ai desideri destinati a trasformarsi in incubi...

Dopo aver conquistato pubblico e critica come una delle sorprese horror più discusse dell’anno, Obsession potrebbe presto espandersi ben oltre i confini del singolo film. Il regista Curry Barker ha infatti raccontato di avere già in mente nuove direzioni narrative legate all’universo creato insieme a Blumhouse, lasciando intravedere la possibilità di sequel, ma soprattutto di una serie televisiva antologica costruita attorno ai desideri destinati a trasformarsi in incubi.

 

L’idea, emersa nelle recenti dichiarazioni del filmmaker, ruota ancora una volta attorno alla misteriosa One Wish Willow, l’oggetto soprannaturale al centro della storia. Secondo Barker, proprio questo elemento potrebbe diventare il fulcro di un intero universo narrativo capace di generare racconti sempre differenti, accomunati però dallo stesso meccanismo oscuro.

La One Wish Willow al centro di nuove storie

Nel film, il pubblico segue la vicenda di Bear, un giovane disposto a tutto pur di conquistare la ragazza di cui è ossessionato. L’incontro con la One Wish Willow, capace di realizzare desideri, trascina però la situazione in una spirale sempre più inquietante e violenta.

 

Dietro la struttura da horror soprannaturale, Obsession affronta temi come il controllo emotivo, la manipolazione affettiva e l’ossessione romantica, fondendo elementi di thriller psicologico, tensione adolescenziale e folk horror.

Curry Barker ha spiegato di avere già immaginato un possibile seguito diretto del film, ancora basato sulle conseguenze devastanti di un desiderio espresso attraverso la One Wish Willow.

“Sì. Ho un’idea davvero molto interessante per un sequel, che ruoterebbe ancora una volta attorno a un desiderio andato storto usando lo stesso meccanismo della One Wish Willow”, ha spiegato il regista.

Tuttavia, l’ipotesi che sembra entusiasmare maggiormente Barker riguarda un progetto televisivo antologico. “Ma l’idea che mi entusiasma di più è quella di una serie TV composta da otto episodi. Ogni episodio sarebbe un desiderio diverso. Potrei dirigere il pilot e poi lasciare spazio ad altri registi per dirigere gli episodi successivi”.

Secondo il regista, non tutte le storie richiedono necessariamente la durata di un lungometraggio. “Perché alcuni desideri non hanno bisogno di un film da un’ora e quarantacinque minuti. Alcuni funzionerebbero meglio come storie da sessanta minuti”.

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Un horror antologico tra desideri e conseguenze

Il progetto immaginato da Barker trasformerebbe quindi Obsession in una serie horror costruita su episodi autonomi, ciascuno dedicato a un personaggio diverso e a un desiderio destinato a degenerare in maniera imprevedibile.

Il regista ha anche suggerito che non tutte le storie dovrebbero per forza concludersi tragicamente. “Magari potrebbe esserci perfino un episodio con un lieto fine. Uno di quelli in cui continui ad aspettarti che succeda qualcosa di terribile… e invece non succede mai”.

Il concept richiama inevitabilmente atmosfere vicine a Black Mirror, ma reinterpretate attraverso un’estetica più folkloristica e soprannaturale. In questo scenario, la One Wish Willow diventerebbe il filo conduttore di racconti differenti, accomunati dalle conseguenze inattese di desideri apparentemente innocui.

Lo stesso film lascia già intuire questa espansione narrativa. Nelle sequenze iniziali viene infatti suggerito che molte altre persone abbiano acquistato i pacchetti collegati alla One Wish Willow, aprendo così la strada a numerose storie parallele. Al momento, però, non esistono conferme ufficiali né riguardo a Obsession 2 né in merito alla possibile serie televisiva. Molto dipenderà dall’andamento commerciale del film nelle prossime settimane.

I segnali iniziali, comunque, sembrano incoraggianti. Obsession sta infatti ottenendo reazioni molto positive sia dal pubblico sia dalla critica, imponendosi rapidamente come uno degli horror Blumhouse più commentati online.

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Il finale di Obsession e il possibile futuro di Bear e Nikki

L’epilogo del film lascia inoltre aperta la possibilità di ulteriori sviluppi narrativi. Nel finale di Obsession, il rapporto tossico tra Bear e Nikki raggiunge il proprio punto di rottura attraverso tragedie, colpi di scena e conseguenze devastanti.

 

Opera prima di Curry Barker, il film è diventato rapidamente un piccolo caso cinematografico nel panorama horror. Realizzato con un budget di appena 1 milione di dollari, il progetto ha superato i 16 milioni di incasso nel solo weekend di apertura negli Stati Uniti, conquistando un posto tra i titoli horror più apprezzati dell’anno.

Al centro della storia si trova Bear, interpretato da Michael Johnston, un ragazzo introverso che lavora in un negozio di musica e che da sempre prova un’ossessione sentimentale per Nikki, personaggio interpretato da Inde Navarrette. Il legame tra i due precipita definitivamente dopo l’intervento della One Wish Willow, che trasforma il desiderio di Bear in qualcosa di disturbante e incontrollabile.

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Il confine tra amore e ossessione

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Nel corso del film, Curry Barker costruisce una linea narrativa costantemente in bilico tra sentimento romantico e deriva ossessiva, mettendo in scena un legame che progressivamente si deforma fino a diventare distruttivo per entrambe le parti coinvolte. L’attenzione del racconto si concentra proprio su questa ambiguità, dove l’affetto perde gradualmente la sua dimensione equilibrata per trasformarsi in una forma di dipendenza emotiva soffocante.

 

La situazione prende una piega sempre più critica quando Nikki sviluppa un attaccamento emotivo invadente nei confronti di Bear, al punto da non lasciarlo più realmente solo. Il punto di svolta arriva con la morte di Sarah, interpretata da Megan Lawless. In precedenza, Bear aveva incontrato Sarah per un confronto in privato, lontano dalla presenza di Nikki, ma l’incontro viene interrotto in modo violento proprio dall’intervento di Nikki.

A seguito di questo evento, Bear si ritrova costretto a gestire le conseguenze di quanto accaduto e, in stato di forte turbamento, collabora con Nikki per occultare il corpo. Successivamente cerca rifugio presso l’amico Ian, interpretato da Cooper Tomlinson, che nel frattempo elimina il proprio wish willow, utilizzato in precedenza per ottenere un miliardo di dollari.

Quando Bear decide di tornare nuovamente da Nikki nel tentativo di aiutarla, la spirale degli eventi si complica ulteriormente. Nikki elimina Ian, spingendo Bear a una fuga disperata e conducendolo fino a un gesto estremo di disperazione.

In parallelo, Nikki ricorre a un secondo wish willow con l’intento di legare Bear a sé attraverso un amore imposto e totalizzante. Il desiderio sembra produrre un effetto immediato, ma la situazione si conclude con la morte di Bear a causa della combinazione di sostanze assunte. Nikki, sopraffatta dal dolore, tenta a sua volta un gesto autolesivo, ma l’effetto dell’incantesimo si interrompe prima che possa compierlo, lasciandola di fronte alle conseguenze definitive delle proprie azioni.

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Un finale ancora più oscuro nella sceneggiatura originale

La conclusione definitiva del film, pur priva di concessioni consolatorie, rappresenta già una declinazione estrema del tema centrale dell’ossessione emotiva. Tuttavia, nelle intenzioni iniziali di Curry Barker, l’esito narrativo avrebbe potuto risultare ancora più drastico.

 

Inde Navarrette ha infatti rivelato che nella prima versione della sceneggiatura il destino del personaggio di Nikki era segnato in modo ancora più tragico, con la sua morte prevista originariamente. La revisione successiva del finale ha modificato questa direzione, lasciando comunque uno scenario aperto a possibili sviluppi futuri, anche se la stessa attrice ha sottolineato come un proseguimento non sia necessariamente indispensabile.

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Nessuna scena post-credit per l’horror di Curry Barker

Il film Obsession si chiude senza sequenze aggiuntive dopo i titoli di coda, né scene post-credit né mid-credit. Tutte le principali linee narrative trovano una conclusione prima dello scorrere finale, pur senza escludere implicitamente la possibilità di ulteriori capitoli ambientati nello stesso universo narrativo.

 

La protagonista ha espresso interesse a tornare nel progetto, pur considerando la storia narrata come autonoma e compiuta. Al momento non esistono conferme ufficiali relative a un eventuale seguito, ma il riscontro positivo ottenuto dal debutto di Curry Barker ha comunque aperto prospettive concrete per il futuro del regista nel panorama dell’horror.

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