Achille Lauro, com'è cambiato da Pechino Express a Sanremo 2020

Treccine afro, eleganza dark, esibizioni come performance teatrali: ecco com’è cambiato Achille Lauro negli anni

Rapper e cantante romano classe 1990, Achille Lauro nasce in realtà a Verona: il papà è un magistrato della Corte di Cassazione. Quando è solo un bambino si trasferisce a Roma, ma i dissidi con la famiglia lo portano a lasciare casa quando ha soli 14 anni: Achille va a vivere col fratello maggiore in una comune, e da lì inizia il suo percorso nella musica.

Un percorso che lo conduce sino al Festival di Sanremo, kermesse a cui partecipa nel 2019 e nel 2020. Qui l’attenzione è tutta rivolta ai suoi look, al suo essere perennemente in bilico tra maschile e femminile. Ma com’è cambiato l’artista negli anni?

Dagli esordi a “Pechino Express”

Il primo mixtape, “Barabba”, Achille Lauro lo pubblica nel 2012. All’epoca è già un artista trasgressivo, coi suoi look eclettici e i tanti tatuaggi. Non è più il bimbo biondo dal visino angelico le cui foto, qualche tempo fa, hanno fatto il giro del web. 

Ben presto, lascia l’etichetta che l’ha lanciato (la Roccia Musica) per aprirne una sua: la No Face Agency.

Al grande pubblico, Lauro diventa noto però per la sua partecipazione a “Pechino Express”: in coppia con Boss Doms, litiga pesantemente con Antonella Elia. Ma, complici le sue treccine afro e la sua simpatia, conquista il pubblico. Che continua a seguirlo nei suoi progetti musicali, compra la sua biografia romanzata (“Io sono Achille”) ed è pronto a supportarlo sul palco dell’Ariston, dove debutta nel 2019.

Le partecipazioni a Sanremo

Lauro dimentica il samba trap e, all’edizione 2019 del Festival di Sanremo, si presenta ancora una volta con Boss Doms. La loro “Rolls Royce” fa discutere: c’è chi li accusa di inneggiare alla droga, ma loro respingono tutto. Look eleganti ma dark, ribadiscono di essersi ispirati alla frase di Marilyn Monroe: “Dicono che il denaro non faccia la felicità, ma se devo piangere preferisco farlo sul sedile posteriore di una Rolls Royce piuttosto che su quelli di un vagone del Metrò”.

È però nel 2020, che Achille Lauro regala al pubblico una trasformazione shock. Torna all’Ariston con “Me ne frego”, e sfoggia quattro straordinari look firmati Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci: la prima sera è San Francesco, poi Ziggy Stardust, la Marchesa Luisa Casati Stampa ed Elisabetta I Tudor. «Me ne frego, vado avanti, vivo, faccio: questo è il messaggio che ho voluto dare con la canzone, è questo è il vero senso della scelta dei personaggi che io, il mio co-direttore creativo Nicoló Cerioni e il mio manager e responsabile progetto Angelo Calculli abbiamo pensato di portare sul palco dell’Ariston. Menefreghisti positivi, uomini e donne liberi da qualsiasi logica di potere», ha spiegato.

Nominato Chief Creative Officer di Elektra Records per l’Italia, la sua ultima provocazione arriva dalla Pietà di Michelangelo. Per lanciare il suo nuovo tour, personifica il Gesù Cristo della Pietà di Michelangelo Buonarroti, con la ballerina Elena D’Amario nei panni della Madonna. Una performance, un messaggio, una nuova espressione della sua genialità.