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Scoperta nei calamari la possibile alternativa ecologica alla plastica

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Il tessuto da essa derivato potrebbe essere prezioso per la creazione di futuri abiti smart, rivestimenti anti-abrasione e stoffe in grado di ripararsi autonomamente. La scoperta si deve ai ricercatori guidati da Demirel e Pena-Francesch  

Nei denti ad anello presenti sui tentacoli dei calamari è stata individuata una proteina potenzialmente in grado di rivoluzionare i materiali attualmente impiegati, non solo per realizzare capi di abbigliamento, ma anche nel settore della biomedicina e dell’energia. Il tessuto da essa derivato potrebbe essere prezioso per la creazione di futuri abiti smart, rivestimenti anti-abrasione e stoffe in grado di ripararsi autonomamente. Un materiale ‘naturale’ potenzialmente in grado di sostituire la plastica, riducendo tutti i problemi ad essa associati.
La scoperta, pubblicata sulla rivista Frontiers in Chemistry, si deve a un team di ricercatori coordinato da Melik Demirel e Abdon Pena-Francesch.

La proteina Srt, elastica, flessibile e resistente

La proteina si chiama Srt e ha fin da subito colpito i ricercatori che l’hanno scoperta per le svariate applicazioni a cui si presta. È elastica, flessibile e resistente ed è in grado di ripararsi autonomamente. Possiede, inoltre, proprietà ottiche e termiche che la rendono ancor più preziosa.
"La natura produce tantissimi materiali con proprietà eccezionali e che possono essere ingegnerizzati per migliorarne le caratteristiche", spiegano i ricercatori.
La proteina, presente sui tentacoli dei calamari, comprende una serie di ‘mattoncini’ in grado di posizionarsi in modo differente nello spazio. La loro flessibilità conferisce a Srt tutte quelle caratteristiche che hanno affascinato i ricercatori.

Possibili applicazioni

Secondo il parere degli esperti, grazie alla proteina Srt si potrebbero realizzare, non solo tessuti resistenti alle abrasioni, ma anche stoffe in grado di ripararsi autonomamente. Un materiale utile, per esempio, negli ambienti in cui è necessario proteggere il corpo umano da agenti chimici e biologici potenzialmente pericolosi. In aggiunta, la nuova proteina potrebbe essere preziosa per la realizzazione di tessuti da integrare in abiti smart, quali i vestiti in grado di monitorare la salute delle persone che li indossano. Così facendo si potrebbero creare vestiti intelligenti, che oltre a valutare la condizione fisica degli individui, sarebbero in grado di proteggerli dalle sostanze inquinanti.  

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