La galassia di Andromeda è più grande del previsto: lo studio

Scienze
NASA, ESA, J. DePasquale and E. Wheatley (STScI) and Z. Levay

L’hanno scoperto gli esperti dell'Università americana di Notre Dame, nello stato dell’Indiana, servendosi delle misurazioni ottenute grazie al lavoro del telescopio Hubble. L'alone della stessa galassia, poi, è stato protagonisto della foto astronomica del giorno, progetto curato dalla Nasa

Andromeda, la grande galassia a spirale più vicina alla nostra Via Lattea, è distante circa 2,5 milioni di anni luce e brilla nel cielo notturno della Terra come una piccola, debole nuvola allungata appena visibile a occhio nudo. Oggi, 3 settembre, un’affascinante immagine dell’alone della galassia è stata eletta “foto astronomica del giorno” (Apod) dalla Nasa, oltre ad essere protagonista di un interessante studio in base a cui è emerso che Andromeda stessa è più grande del previsto.

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In un lavoro di ricerca, pubblicato sulla rivista scientifica “The Astrophysical Journal” da un gruppo di esperti dell'Università americana di Notre Dame, nello stato dell’Indiana, è stato possibile dimostrare come la galassia di Andromeda si estenda fino ad oltre la metà della distanza che la separa dalla nostra galassia di riferimento. Lo studio, coordinato dall'astrofisico Nicolas Lehner, si è basato sulle osservazioni del telescopio spaziale Hubble, il quale è riuscito a dimostrare come l'alone di gas che circonda Andromeda sia più grande di quanto ipotizzato finora dagli astronomi. Hubble, vero e proprio veterano dei telescopi spaziali essendo stato lanciato in orbita ormai 30 anni fa, ha analizzato la luce proveniente da 43 quasar esterni ad Andromeda, ovvero oggetti molto brillanti in grado di 'illuminare' con le loro radiazioni i gas dell'alone galattico. Tale osservazione ha permesso agli astrofisici di tracciare una mappa di Andromeda e di stimarne, di conseguenza, le dimensioni. Secondo gli scienziati americani, questo studio consentirà di conoscere meglio l'aspetto dell'alone di Andromeda e aiuterà anche ad avere più informazioni sull'alone della Via Lattea che, dicono gli astronomi, è particolarmente complesso da studiare dall'interno della stessa galassia. "Lo studio degli aloni galattici è importante perché la loro riserva di gas contiene il combustibile per la formazione di future stelle", ha spiegato Samantha Berek, dell'Università di Yale e tra gli autori dello studio.

L'alone di Andromeda protagonista di Apod

Intanto, come detto, l’alone della galassia di Andromeda (M31) è stato protagonista di Apod (“The Astronomy Picture of the Day), promosso quotidianamente dalla Nasa per premiare uno scatto proveniente dallo spazio degno di menzione. La foto odierna (NASA, ESA, J. DePasquale and E. Wheatley (STScI) e Z. Levay) raffigura proprio la bellezza di M31. “Invisibile agli occhi, il suo enorme alone di gas ionizzato caldo è rappresentato in tonalità violacee in questa illustrazione digitale della nostra galassia”, visibile al di sopra del terreno roccioso, scrivono gli esperti nella didascalia dell’immagine. Definito “un serbatoio di materiale per la futura formazione stellare”, l'alone di plasma diffuso da Andromeda è stato misurato proprio dal gruppo di lavoro dell’Università di Notre Dame e di Yale, ed è stato calcolato nello specifico che si estende per circa 1,3 milioni di anni luce o più dalla galassia. Si trova a circa metà strada dalla Via Lattea, probabilmente mettendola in contatto con l'alone gassoso diffuso proprio dalla nostra galassia.

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