Hubble, scoperto il mistero dell'oscuramento della stella Betelgeuse

Scienze
ESO, ESA/Hubble, M. Kornmesser

La supergigante rossa si è impallidita a causa di una nube di polvere autoprodotta con un’emissione di plasma. Lo spiega uno studio pubblicato sul The Astrophysical Journal

Cosa fece oscurare dal novembre 2019 all’aprile 2020 Betelgeuse, una fra le stelle più brillanti del cielo? Una possibile risposta arriva ora da una lunga campagna osservativa condotta in banda ultravioletta con il telescopio spaziale Hubble. La responsabile fu una nube di polvere prodotta a seguito di un’imponente emissione di plasma dalla stella stessa. Trovandosi a poco più di 700 anni luce da noi, gli effetti li abbiamo registrati solo tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 – spiegano gli esperti dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) - quando la luminosità della supergigante rossa della costellazione d’Orione è andata affievolendosi per poi tornare ai livelli di sempre nel mese di aprile.

La cronistoria dell’inverno di Betelgeuse

 

Per capire cosa fosse accaduto alla stella Betelgeuse, il telescopio spaziale Hubble ha seguito in ultravioletto le tracce del magnesio ionizzato. Gli scienziati hanno osservato che lo scorso novembre un’enorme massa di plasma ultra caldo si è sollevata dalla superficie della stella per dirigersi verso la sua atmosfera esterna ed ha poi proseguito per milioni di chilometri. Allontanandosi, il plasma si è raffreddato e si è mutato in polvere ed è stata proprio questa nube di polvere a oscurare per mesi la stella. La ricostruzione è stata messa nero su bianco in un articolo uscito sul The Astrophysical Journal.

 

Le osservazioni con Hubble

 

La pubblicazione scientifica riporta lo studio guidato da Andrea Dupree, astrofisica del Center for Astrophysics di Harvard e Smithsonian. “Solo Hubble ci ha fornito una prova di ciò che ha portato all’oscuramento di Betelgeuse” rimarca la scienziata, che poi ripercorre le tappe che hanno portato alla scoperta. “Abbiamo osservato il materiale mentre abbandonava la superficie visibile della stella e si allontanava attraverso la sua atmosfera, prima che si formasse la polvere che l’ha oscurata – spiega -. Abbiamo così visto l’effetto di una regione densa e calda che dal lembo sudest della stella si sposta verso l’esterno. Era materiale da due a quattro volte più luminoso del normale”. “Poi, circa un mese dopo – conclude Dupree - l’emisfero meridionale di Betelgeuse si è oscurato in modo evidente, man mano che la stella appariva più debole. Pensiamo sia possibile che l’emissione rilevata da Hubble abbia prodotto una nube scura”.

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