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Acqua di Marte, ecco le caratteristiche: oligominerale e simile a quella degli oceani

Scienze
Immagine di archivio (Getty Images)

Un team di scienziati ha analizzato i dati ottenuti dal rover Curiosity relativi al cratere Gale di Marte: i minerali presenti sul sito si sarebbero formati a contatto con un’acqua pressoché neutra e con una salinità moderata 

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È stato già accertato come, in passato, Marte fosse un pianeta molto più blu che rosso, con la presenza di vari laghi e fiumi. Grazie all’analisi dei dati del rover Curiosity, un team del Tokyo Institute of Technology è ora riuscito a rivelare le caratteristiche dell’acqua che un tempo scorreva sul suolo marziano. Dai risultati dello studio, pubblicato sulla rivista Nature, emerge che l’antica acqua di Marte era contraddistinta da una leggera salinità e un pH simile a quello degli oceani terrestri: queste caratteristiche potrebbero rivelarsi preziose per aiutare gli scienziati a determinare le forme di vita che il pianeta avrebbe potuto ospitare al tempo.

Le impronte lasciate dall’acqua di Marte

Per comprendere i tratti distintivi dell’antica acqua marziana i ricercatori si sono affidati ai dati raccolti da Curiosity, il rover della Nasa che nel 2013 setacciò l’area del cratere Gale rilevando tracce di un particolare minerale argilloso, la smectite, una delle impronte che l’acqua presente sul Pianeta Rosso circa due miliardi di anni fa potrebbe avere lasciato. Le caratteristiche più importanti per determinare la composizione dell’acqua sono la salinità, ovvero il livello di sali presenti, il pH, che ne misura l’acidità o alcalinità, e lo stato ossidoriduttivo, utile a rilevare l’abbondanza di alcuni gas come idrogeno e ossigeno.

Su Marte un’acqua adatta a ospitare la vita

Stando ai risultati pubblicati su Nature i sedimenti presenti nel cratere Gale, analizzati da Curiosity, si sarebbero formati a contatto con un’acqua dalla salinità moderata, con prevalenza di cloruro di sodio, simile dunque alle odierne acque oligominerali, e con un pH che l’avrebbe resa pressoché neutra, paragonabile a quella degli oceani della Terra. Quest’ultimo aspetto è forse quello più affascinante: guardando alle tantissime forme di vita che abitano oggi le acque oceaniche, l’ipotesi che questi organismi avrebbero quindi potuto vivere anche su Marte quando il pianeta era “bagnato” sembra poggiare su basi solide. Tuttavia, per risolvere il rebus gli scienziati dovranno comprendere perché sembra così difficile trovare chiare prove dell’esistenza di forme di vita nel passato di Marte.