Sarà un anno da cerchiare in rosso per gli appassionati di astronomia e per chi ama alzare lo sguardo al cielo nelle notti limpide. Il calendario lunare, infatti, riserverà una rarità: tredici lune piene invece delle consuete dodici, accompagnate da tre superlune, due eclissi lunari e da una suggestiva Blue Moon. Ma vediamo nel dettaglio la luna piena di questo mese
L’anno delle 13 Lune Piene inizia con la Luna del Lupo il 3 gennaio. Pertanto il sipario si alzerà già nei primi giorni di gennaio, con una Luna del Lupo che non sarà un semplice plenilunio, ma una superluna. Il 3 gennaio il satellite apparirà più grande e luminoso del normale, dominando le notti invernali. Il suo nome affonda le radici nelle tradizioni dell’emisfero nord, quando il plenilunio di inizio anno era associato ai lunghi mesi freddi e all’eco dei lupi che si avvicinavano ai villaggi in cerca di cibo.
Un nuovo ciclo
Un appuntamento astronomico che, oltre alla bellezza, porta con sé un forte valore simbolico: secondo la numerologia, infatti, il nuovo anno segna l’inizio di un ciclo di nove anni e questa Luna sembra voler fare da portale, da spartiacque, tra ciò che lasciamo e ciò che scegliamo di portare con noi. Il momento esatto del plenilunio sarà sabato 3 gennaio 2026 alle 11:03, ma il disco lunare apparirà pieno e brillante già dalla sera precedente, rendendo l’osservazione semplice anche senza strumenti. È una di quelle Lune che sembrano chiedere solo una cosa: alzare lo sguardo e fermarsi un attimo.
Cos’è la Superluna del Lupo
La Luna Piena di gennaio è chiamata Luna del Lupo per una tradizione che arriva dalle popolazioni native del Nord America. Gennaio era il mese in cui, nelle praterie ghiacciate, i branchi di lupi iniziavano la stagione riproduttiva e i loro ululati si facevano più frequenti e profondi, tanto da arrivare fino agli insediamenti umani. Da qui l’associazione tra il plenilunio invernale e questo animale simbolo di istinto, protezione e appartenenza al branco.
Dove osservare in Italia la Superluna
La Superluna del Lupo si lascia osservare facilmente anche a occhio nudo, ma scegliere il luogo giusto può trasformare una semplice occhiata in un vero momento memorabile. Vale sempre la stessa regola: cercare luoghi bui e con orizzonti liberi, come le Dolomiti (Alpe di Siusi, Passo Giau), l'Altopiano di Castelluccio di Norcia, o le coste della Sardegna occidentale (Capo Caccia), ma anche le montagne come il Parco dello Stelvio o la Valle d'Aosta offrono cieli perfetti, lontano dall'inquinamento luminoso.