Scienze, la vita degli elefanti preistorici rivelata dai denti fossili

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Il Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell'Università di Modena e Reggio Emilia firma una ricerca che getta nuova luce sulla vita degli elefanti preistorici e sulle strategie di caccia dei Neanderthal. Lo studio combina analisi isotopiche e paleoproteomica per ricostruire mobilità, dieta e sesso di alcuni individui vissuti 125 mila anni fa

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Il Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell' Università di Modena e Reggio Emilia è protagonista di uno studio pubblicato su Science Advances che ricostruisce la vita degli elefanti preistorici attraverso l'analisi dei loro denti fossili. La ricerca rivela gli spostamenti, la dieta e il sesso degli elefanti a zanne dritte, Palaeoloxodon antiquus, vissuti 125.000 anni fa. I risultati offrono nuove prove su mobilità animale e strategie di caccia dei Neanderthal nel Pleistocene europeo. 

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Lo studio

Al centro dell'indagine ci sono i denti fossili degli elefanti a zanne dritte, Palaeoloxodon antiquus, i più grandi mammiferi terrestri dell'Europa preistorica, vissuti durante l'ultimo interglaciale circa 125.000 anni fa e cacciati dai Neanderthal. Proprio lo smalto dentale, che cresce lentamente registrando strato dopo strato le condizioni ambientali, si è rivelato una straordinaria "carta d'identità biologica". "Lo smalto dentale cresce lentamente e registra, strato dopo strato, informazioni sull'ambiente in cui l'animale viveva, spiega Elena Armaroli, già dottoranda del corso M3ES (Models and Methods for Material and Environmental Sciences) e assegnista al DSCG-UNIMORE, prima firmataria del lavoro. Grazie alle analisi isotopiche possiamo seguire gli spostamenti degli elefanti quasi come se avessimo un diario dei loro movimenti, conservato nei denti per oltre centomila anni". 

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Il sito in Germania

La ricerca si concentra sul sito di Neumark-Nord, nella Germania nord-orientale, uno dei più importanti giacimenti paleontologici europei di P. antiquus. Qui sono stati rinvenuti i resti fossili di oltre 70 elefanti, accumulati in seguito ad attività di caccia e macellazione da parte dei Neanderthal, rendendo il sito una finestra unica sul rapporto tra grandi mammiferi e umani del Pleistocene. 

Il Palaeoloxodon antiquus

Lo studio combina analisi isotopiche e paleoproteomica per ricostruire mobilità, dieta e sesso di alcuni individui. Le analisi isotopiche dello stronzio, effettuate lungo sezioni dei molari, hanno rivelato spostamenti su scala sub-stagionale protratti per diversi anni della vita degli animali. I dati isotopici sono stati raccolti presso il laboratorio FIERCE della Goethe University Frankfurt, co-diretto dal professor Wolfgang Muller, ultimo autore dello studio. "Alcuni degli elefanti analizzati non erano residenti locali." Sottolinea il prof. Federico Lugli, del DSCG di Unimore e co-autore corrispondente. - I loro denti indicano che si spostavano su distanze molto ampie, fino a circa 300 chilometri, prima di arrivare al sito di Neumark-Nord. Questo ci permette di ricostruire veri e propri areali di vita e di capire come questi animali utilizzassero il territorio". Per la prima volta la paleoproteomica è stata applicata a Palaeoloxodon antiquus, consentendo di identificare il sesso di quattro individui, tre maschi e una probabile femmina, a partire dalle proteine conservate nello smalto dentale.  Due dei maschi mostrano firme isotopiche nettamente diverse da quelle locali, un comportamento che richiama quello degli elefanti moderni, in cui i maschi adulti tendono a muoversi su territori piu' vasti. "I Neanderthal di Neumark-Nord non erano semplici opportunisti, conclude Elena Armaroli – La concentrazione dei resti e il profilo degli animali suggeriscono una caccia organizzata, rivolta anche a prede enormi, che richiedeva conoscenza del territorio, cooperazione e pianificazione".

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