Il ritrovamento è avvenuto nel sito francese di Mèze a opera del geologo e paleontologo Alain Cabot e della figlia Marina. Il Sud della Francia, secondo il ricercatore, potrebbe essere "il più grande giacimento al mondo"
Il geologo e paleontologo Alain Cabot, e la figlia Marina, hanno rinvenuto circa 100 uova fossili di dinosauro nel sito archeologico di Mèze, nel Sud della Francia. Le uova, risalenti al Cretaceo, hanno le dimensioni di un pallone da calcio e si pensa che potrebbero essere state depostiate dai titanosauri, dinosauri erbivori lunghi circa 15 metri.
Le campagne di scavo sono state avviate lo scorso ottobre
La scoperta è stata fatta in una zona inesplorata del Musée-Parc des Dinosaures di Mèze, nella Francia meridionale, di cui Cabot è proprietario. Nel sito sono state trovate oltre 100 uova fossili risalenti al Cretaceo superiore, ovvero tra 74 e 65 milioni di anni fa. Cabot, che aveva avviato nuove campagne di scavo nell'ottobre 2025, ha fatto sapere che il 95 per cento delle uova rinvenute è già schiuso, perciò, senza embrioni fossilizzati sarà difficile stabilire a quale specie appartengano. Come spiega Cabot, l'idea di ricominciare a scavare era nata dalla scoperta di gusci d'uovo che non aveva ancora "esplorato a fondo". "Inizialmente abbiamo trovato un nido danneggiato dalle radici. Ma scavando un po' più a fondo, ci siamo imbattuti in file di uova", ha raccontato il geologo, come scrive Le Monde.
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Il tramonto dei dinosauri potrebbe aver avuto inizio molto prima dell'asteroide
Secondo Cabot, il sito di Mèze potrebbe essere classificato come il terzo giacimento di uova fossili al mondo, competendo con il deserto del Gobi, in Asia Centrale, e il Montana, in Nord America. Il museo, la cui fondazione risale al 1997, nasce per proteggere il giacimento dai saccheggiatori e permettere nuove scoperte in ambito archeologico. Proprio grazie alle analisi condotte nei sedimenti di Mèze è stato possibile contatare che, probabilmente, l'inizio della fine dei dinosauri è avvenuta molto prima dell'asteroide risalente a 66 milioni di anni fa. Si è, infatti, scoperto che nei milioni di anni precedenti all'impatto, il numero di specie che deponevano uova nel sito stava già diminuendo progressivamente.