L'abbondanza di ossigeno nei vari punti della galassia NGC 1365 è stata usata come traccia fossile delle varie fasi della sua evoluzione
Per la prima volta, gli astronomi sono riusciti a ricostruire 12 miliardi di anni di storia di una galassia esterna alla nostra, la NGC 1365 (nella costellazione della Fornace), usando l'archeologia extragalattica. Invece di scavare nel terreno, il team del Center for Astrophysics/Harvard & Smithsonian ha analizzato le "impronte" dell'ossigeno per mappare l'evoluzione di questo colosso a spirale.
Un metodo innovativo
Sfruttando la posizione frontale della galassia, i ricercatori hanno studiato l'abbondanza di ossigeno nelle zone di formazione stellare tramite i dati del progetto TYPHOON. Confrontando queste tracce con simulazioni di 20mila galassie, hanno scoperto che il cuore di NGC 1365 si è formato precocemente, mentre i suoi bracci esterni sono il risultato di successive fusioni con galassie nane. Questo studio, pubblicato su Nature Astronomy, inaugura un metodo innovativo: usare la chimica dei gas come fossili per capire se la storia della Via Lattea sia un percorso comune nell'Universo o un'eccezione straordinaria. NGC 1365 è stata scelta come "laboratorio" ideale per una ragione geometrica: la sua posizione rispetto alla Terra. Il suo disco è orientato frontalmente, permettendo agli strumenti di mappare con precisione millimetrica l'abbondanza di gas in ogni singola regione di formazione stellare, senza le distorsioni tipiche delle galassie viste di taglio.