Dopo la scoperta dell'oggetto interstellare, continua ad alimentarsi la discussione sulla sua vera natura. E un episodio recente ha permesso di continuare a parlandi, tra dubbi e domande per il momento irrisolte
S'infittisce il mistero circa 3I/Atlas, l'oggetto interstellare identificato per la prima volta alcuni mesi fa mentre attraversava il nostro Sistema solare e al centro di una accesa discussione nella comunità scientifica circa la natura dello stesso. Se, infatti, secondo la maggior parte degli esperti si tratta di una cometa, pur con caratteristiche non consuete, c'è anche chi ipotizza si possa parlare di un corpo che non abbia origine terrestre. E' questa la posizione, ad esempio, di Avi Loeb, capo del "Progetto Galileo", direttore e fondatore della Black Hole Initiative dell'Università di Harvard ed ex presidente del dipartimento di astronomia dello stesso ateneo di Harvard. Loeb, dunque, resta il più convinto sostenitore della particolare natura di 3l/Atlas, affermando che l’oggetto possa essere una sonda aliena mascherata da cometa. La comunità scientifica continua a dirsi scettica, ma di recente un nuovo caso ha contribuito ad alimentare dubbi e discussioni.
La posizione della Cia e i dubbi degli esperti
Un cittadino americano infatti, John Greenewald Jr, conosciuto per essere un esperto di ufologia, ha ufficialmente presentato alla Cia un’interrogazione sulla Legge per la libertà d’informazione (Foia) con l'obiettivo di di rendere pubblici eventuali rapporti, comunicazioni o analisi su 3I/Atlas. E proprio di recente, Greenewald ha ricevuto una risposta particolare: "La Cia non può né negare né confermare l’esistenza o l’inesistenza di documenti relativi a 3I/Atlas". La presa di posizione dell’agenzia americana è stata considerata spiazzante, dal momento che non conferma né smentisce l’esistenza dei documenti richiesti. E secondo Loeb si tratta di un "silenzio ambiguo" che potrebbere nascondere qualcosa. Tanto che lo stesso astrofisico, attraverso il suo blog, si è chiesto: "Se 3I/Atlas è una cometa, perché la Cia 'non nega né conferma' l'esistenza di documenti al riguardo?".
La tesi di Loeb
Quando 3l/Atlas era stata identificata per la prima volta, quasi tutti gli scienziati ed esperti di settore avevano commentato la scoperta segnalando un comportamento dell'oggetto interstellare "compatibile con quello delle comete" di più comune conoscenza, con una chioma attiva, emissioni di gas e una struttura che reagisce al calore solare. Loeb però, al pari di altri colleghi,
ha segnalato alcune anomalie rispetto allo stesso oggetto, portando avanti la tesi secondo cui forse quella che per tanti è una cometa sarebbe in realtà frutto di "tecnologia aliena". In sostanza, un oggetto mandato da un'altra civiltà con il compito di esplorare l’universo. Per l'astrofisico, in base al suo punto di vista, sarebbe importante far luce sulla natura di questo oggetto anche per dissipare ogni dubbio.