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Recuperata ciocca di capelli di Leonardo da Vinci, al via ricerca Dna

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3' di lettura

Il reperto storico sarà esposto in occasione della mostra 'Leonardo vive', che prenderà il via giovedì 2 maggio, nel giorno del quinto centenario della morte del Genio 

"Abbiamo recuperato oltreoceano una ciocca di capelli che è stata storicamente denominata 'Les Cheveux de Leonardo da Vinci’, insieme a un altro cimelio; questa straordinaria reliquia permetterà di procedere nella ricerca del suo Dna”. Così Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale Leonardo da Vinci, e Agnese Sabato, storica e presidente della Leonardo da Vinci Heritage hanno annunciato il ritrovamento dell’importantissimo reperto storico, che aiuterà a fare luce sulla figura e sulla discendenza del Genio. La ciocca di capelli, insieme ad alcuni documenti che ne attestano l’antica provenienza francese, è stata esposta a Vinci in occasione della mostra ‘Leonardo vive' che ha debuttato il 2 maggio, nel giorno del quinto centenario della morte dell’artista e inventore toscano. Tuttavia, il direttore della Galleria degli Uffizi Eike Schmidt ha raffreddeto gli entusiasmi, spiegando che nessuno specialista crede al fatto che il cimelio sia realmente appartenuto a Leonardo da Vinci, sia a causa della dubbia provenienza che di un'inesattezza storica riguardante il periodo di riferimento della ciocca.

La ricerca del Dna

Secondo Sabato, il reperto storico dei capelli di Leonardo, fino a questo momento conservato segretamente in una collezione americana, "è l'elemento che mancava per dare ulteriore concretezza scientifica alle nostre ricerche storiche. Grazie alle analisi genetiche su questo reperto, che saranno incrociate con gli esami sul Dna dei discendenti viventi e delle sepolture che abbiamo individuato negli ultimi anni, è ora possibile fare verifiche - spiega la studiosa - per la ricerca del Dna del genio, anche in rapporto alla tomba di Leonardo ad Amboise”.
Nel 2016, Sabato e Vezzosi avevano dimostrato l’esistenza di alcuni discendenti viventi di Leonardo, più precisamente del padre ser Pietro e del fratello Domenico, tra i quali figura anche il regista Franco Zeffirelli. 

La scoperta sulla ‘Gioconda nuda’

La ricerca intorno alla vita di Leonardo e alle sue opere non si ferma e continua a portare nuovi contributi, come quello relativo alla cosiddetta 'Gioconda nuda' del Museo Ideale, una copia della 'Monna Vanna' conservata presso il castello di Chantilly, a nord di Parigi, e datata attorno al 1503, lo stesso anno in cui l’artista cominciò a lavorare alla ben più celebre ‘Gioconda’. Come anticipa lo studioso Maurizio Seracini, gli esami scientifici “hanno evidenziato che nel dipinto del Museo Ideale sono presenti fori per il riporto corrispondenti esattamente a quelli del Cartone del Museo Condè di Chantilly, attribuito ora allo stesso Leonardo e al suo atelier”.

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