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Gioconda, la Monna Lisa non soffriva di tiroide: nuova diagnosi

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3' di lettura

Michael Yafi, esperto del Centro di scienze della salute dell’Università Università del Texas a Houston (UTHealth), ha confutato l’ipotesi del collega: l’aspetto misterioso della nobildonna può essere riconducibile ad altre cause 

La Gioconda, realizzata da Leonardo da Vinci nel 1503 o 1504, è una delle opere d’arte più enigmatiche e misteriose di tutti i tempi.
Il dipinto, attualmente esposto al Museo del Louvre di Parigi, è da anni sotto le luci dei riflettori della comunità scientifica. In molti hanno provato a studiare e a spiegare razionalmente le cause alla base della nota espressione enigmatica della protagonista della tela, Lisa Gherardini. La nobildonna disegnata da Leonardo da Vinci ha un sorriso quasi impercettibile e un colorito giallastro della pelle che, secondo alcuni esperti, sarebbero un chiaro segno di salute cagionevole.
L’ultima interpretazione dello stato di salute della Gioconda, realizzata dal direttore medico dell’Heart & Vascular Center del Brigham and Women’s Hospital, Mandeep R. Mehra, suggeriva che Lisa Gherardini soffrisse di ipotiroidismo.

La nuova diagnosi di Michael Yafi

La diagnosi è stata però smentita da Michael Yafi, esperto del Centro di scienze della salute dell’Università del Texas a Houston (UTHealth), che grazie a una rivalutazione del dipinto, pubblicata sulla rivista internazionale Hormones, ha confutato l’ipotesi del collega.
Il medico Mandeep R. Mehra sosteneva che l’ipotiroidismo fosse l’unica patologia in grado di spiegare l’aspetto della nobildonna, caratterizzato da pelle giallastra, capelli sottili, assenza di sopracciglia e un possibile accenno di gozzo.
Secondo Michael Yafi, invece, gli indizi che per Mehra sarebbero dei chiari sintomi di uno scarso funzionamento della ghiandola tiroidea, non rappresenterebbero una prova tangibile della presenza della patologia.

Il nuovo studio confuta l’ipotesi precedente

Leonardo da Vinci era solito realizzare ritratti di donne senza sopracciglia, ragion per cui la loro assenza nella Gioconda non può essere considerata un sintomo di ipotiroidismo.
Lisa Gherardini, inoltre, secondo Yafi, avrebbe dovuto avere un collo molto più tozzo se affetta dalla patologia.
In aggiunta, il colorito giallastro della pelle potrebbe essere giustificato dall’età del dipinto e dai colori utilizzati. Solitamente, come ricorda l’esperto, la pelle giallastra è un sintomo che appare in uno stato avanzato dell’ipotiroidismo ed è spesso associato all’infertilità.
Lisa Gerardini però, quando in posa per il ritratto, aveva da poco dato alla luce al suo quinto figlio: un’altra prova dell’inesattezza della diagnosi di Mandeep R. Mehra.
"Difendere l'affascinante Lisa Gherardini dipinta nel ritratto è per me una responsabilità personale perciò ho deciso di dare un secondo parere medico", spiega Michael Yafi.
"Di solito i danni ai tessuti muscolari dovuti all'ipotiroidismo sono molto gravi: vuol dire che la donna non avrebbe potuto neanche posare con la schiena dritta”.

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