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Influenza, cresce la diffusione del virus: 247.000 casi nell’ultima settimana

I titoli di Sky Tg24 delle 13 del 28/12

2' di lettura

I dati contenuti nel bollettino InfluNet, diffuso dall’Istituto Superiore di Sanità, indicano che dall’inizio della sorveglianza sono stati registrati circa 1.358.000 casi. Nella 51esima settimana del 2019, l’incidenza della patologia è di 4,1 casi ogni mille assistiti  

Dall’ultimo bollettino InfluNet aggiornato al 27 dicembre, diffuso dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e redatto dal Dipartimento Malattie Infettive dell'Istituto superiore di sanità, emerge che in Italia la circolazione dei virus influenzali seppur lentamente è in continuo aumento, soprattutto tra i bambini di età inferiore ai 5 anni. Da metà ottobre fino al termine della scorsa settimana sono stati registrati in totale, secondo le stime, circa 1.358.000 casi di influenza.
Come si legge nel documento, l’andamento della curva epidemica “è sovrapponibile a quello della scorsa stagione influenzale”.

I dati della 51esima settimana del 2019

Nella 51esima settimana del 2019, ovvero dal 16 al 22 dicembre 2019, in Italia, sono stati registrati 247.000 nuovi casi di influenza, con un’incidenza totale pari a circa 4,1 casi ogni mille assistiti. Come accennato precedentemente, secondo le stime dell’ultimo bollettino, redatto in base ai dati sulla frequenza delle sindromi influenzali inviati da 743 medici sentinella sparsi in tutta la Penisola, i soggetti maggiormente colpiti dall’influenza nell’ultima settimana sono i bimbi al di sotto dei cinque anni di età: nella fascia di età 0-4 anni l’incidenza è pari a 11,55 casi per mille assistiti.
Tra i 5 e i 14 anni di età il valore si attesta a 6,41 casi ogni mille pazienti, mentre è a 3,73 nella fascia di età tra i 15 e i 65.
Infine, per gli over 65 l’incidenza è di 1,86 casi per mille assistiti.

Le regioni più colpite

Le regioni maggiormente colpite dall’influenza nella 51esima settimana del 2019 sono la Valle D’Aosta, la Lombardia, il Friuli Venezia Giulia, l’Emilia-Romagna, le Marche e l’Abruzzo, dove l’incidenza ha superato i cinque casi per mille assistiti.
Gli esperti, come si legge nell’ultimo rapporto, precisano che “l’incidenza osservata in alcune regioni è fortemente influenzata dal ristretto numero di medici e pediatri che hanno inviato, al momento, i loro dati”. 

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