Diastasi addominale, sintomi e significato della malattia che ha anche Martina Colombari
Salute e BenessereQuesta patologia solitamente colpisce le donne dopo la gravidanza, ma che può interessare anche persone sovrappeso
La diastasi addominale è l'allargamento e l'eccessiva separazione della muscolatura retto-addominale centrale: è una patologia che solitamente colpisce le donne dopo la gravidanza, ma che può interessare anche persone sovrappeso, anziani o chi svolge un'attività fisica troppo intensa. Martina Colombari, ex Miss Italia (oggi 51enne) e moglie di Billy Costacurta, ha detto di soffrirne da anni. “Per me non è un problema, non mi dà fastidio, non è un handicap“, ha chiarito. “Esteticamente non è bellissima perché non avrò mai l’addome piatto. Mi è rimasta dopo la gravidanza: ho un buco qui in mezzo, ci passa una mano”.
La diastasi addominale
La diastasi addominale insorge nel momento in cui la sottile banda di tessuto connettivo che tiene uniti il muscolo retto addominale destro e il muscolo retto addominale sinistro, per qualche ragione, si sfibra o assottiglia. Questa fascia è molto resistente, ma poco elastica e per questo motivo difficilmente torna alle sue condizioni iniziali in modo spontaneo. Il motivo principale per cui può insorgere la diastasi addominale è la gravidanza, ma anche gli uomini ne possono essere soggetti in caso - ad esempio - di un consistente aumento di peso. I principali sono gonfiore, dolore addominale, difficoltà digestive, dolori alla schiena, incontinenza. Si tratta di una condizione fisiologica, ma che può diventare patologica se l'aspetto globoso dell'addome non regredisce entro il primo anno dal parto e si accompagna a una serie di sintomi fisici e non solo estetici.
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La cura
La scelta di Martina Colombari di non farsi operare è dettata da ragioni puramente mediche: “Vanno a intervenire dal taglio dell’operazione cesarea, va messa una retina”. Ma come si cura la diastasi addominale? La cura dipende esclusivamente dall'entità della separazione dei muscoli retti e dalla gravità dei sintomi correlati (come mal di schiena, problemi digestivi o ernie). Il percorso terapeutico si divide principalmente in due approcci: conservativo (fisioterapia ed esercizi) per i casi più lievi o chirurgico per le forme più severe.
- Trattamento conservativo: Indicato generalmente per diastasi lievi (indicativamente inferiori a 2,5 - 3 cm) e nelle prime fasi del post-parto (almeno dopo 4 mesi). La fisioterapia non "chiude" il tendine lesionato, ma rinforza la parete addominale migliorando la postura e la funzionalità del corpo. Vanno assolutamente evitati i classici crunch, i sit-up e le sforbiciate con le gambe.
- Trattamento chirurgico: La chirurgia rappresenta l'unica soluzione definitiva e stabile quando la diastasi è moderata o grave (superiore a 3 cm), oppure se è complicata da ernie (ombelicali o epigastriche) che causano dolore e stipsi. L'addominoplastica viene preferita quando, oltre alla diastasi dei muscoli, è presente una forte lassità cutanea con eccesso di pelle e grasso.