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I chili di troppo a 60 anni favorirebbero l’invecchiamento cerebrale

I titoli di Sky Tg24 delle 8 del 26/07

2' di lettura

A suggerirlo sono i risultati di uno studio dell’Università di Miami, condotto su un campione composto da 1.289 persone con età media di 64 anni 

Secondo un nuovo studio, condotto da un team ricercatori dell’Università di Miami, i sessantenni con qualche chilo di troppo e un indice di massa corporea elevato correrebbero un maggior rischio di essere interessati in futuro da un assottigliamento della corteccia cerebrale. Ciò significa che il sovrappeso e l’obesità favorirebbero l’invecchiamento del cervello, aumentando la probabilità di avere, nel corso degli anni, dei problemi di memoria e di capacità di pensiero.

Studio nel dettaglio

Per compiere lo studio, pubblicato sulla rivista specializzata Neurology dell’Accademia americana di neurologia, gli esperti hanno monitorato per un periodo di tempo di sei anni un campione composto da 1.289 persone con età media di 64 anni, tra cui 346 con BMI inferiore a 25 (normo peso), 571 in sovrappeso, con indice di massa corporea tra 25 e 30 e 372 con BMI superiore a 30 (obesità).
Gli esperti dopo aver tracciato l’indice di massa corporea dei partecipanti, hanno confrontato le loro scansioni cerebrali con risonanza magnetica eseguite nei sei anni successivi, tenendo in considerazione la presenza di eventuali patologie in grado di influenzare lo sviluppo del cervello, quali l’ipertensione. Sono così riusciti a valutare quanto, nel corso degli anni, i chili di troppo incidano sullo spessore della corteccia cerebrale e in generale sul volume del cervello.

Risultati della ricerca

È così emerso che negli individui in sovrappeso ogni unità in più di BMI corrisponde a una diminuzione di 0,098 millimetri dello spessore della corteccia cerebrale. Per le persone obese questo valore sale a 0,207 millimetri.
“L’obesità è associata a una ridotta materia grigia del cervello”, spiega Tatjana Rundek, coordinatrice dello studio e professoressa di neurologia, epidemiologia dell'Evelyn F. McKnight Brain Research Institute. “Queste associazioni erano particolarmente forti in coloro che avevano meno di 65 anni, il che aggiunge peso alla teoria secondo cui avere scarsi indicatori di salute nella mezza età può aumentare il rischio di invecchiamento del cervello e problemi di memoria e capacità di pensiero nella vita successiva”.

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