L’olio d’oliva aiuta le persone sovrappeso contro la steatosi epatica

Olio d'oliva (Getty Images)
2' di lettura

La ricerca, presentata a Torino in occasione del Convegno ‘Stress ossidativo nel fegato grasso e terapie antiossidanti’, si è incentrata sull’idrossitirosolo, il composto fitochimico con forti proprietà antiossidanti

L'Olio di oliva sarebbe prezioso nella cura di alcune patologie legate all'essere in sovrappeso, quali la steatosi epatica non alcolica (NAFLD) e la sindrome metabolica.
È emerso da un recente studio condotto dal Professor Valerio Nobili, dell’Università la Sapienza di Roma. La ricerca, presentata a Torino in occasione del Convegno ‘Stress ossidativo nel fegato grasso e terapie antiossidanti’, si è incentrata sull’idrossitirosolo, un composto chimico vegetale presente nell’olio di oliva. Ha forti proprietà ossidanti e, insieme con l’oleocantale, determina il sapore leggermente amaro dell’olio.
"Vi è un interesse sempre maggiore per le molecole di origine naturale”, spiega Nobili.
“Tra questi, l’idrossitirosolo, ha mostrato diverse proprietà anti-infiammatorie e antiaterogeniche”.

La steatosi epatica e lo studio di Nobili

La steatosi epatica, comunemente chiamata fegato grasso, è la principale patologia che colpisce il fegato nel mondo occidentale (ne soffre il 25-30% degli adulti). La causa primaria dell’accumulo del tessuto adiposo nell’organo è il sovrappeso. Il 45% della popolazione italiana con età superiore ai 18 anni ha problematiche legate al peso.
Il Dottor Nobili ha voluto sperimentare, in pazienti con steatosi epatica, i possibili benefici derivanti dall’assunzione del composto vegetale presente nell’olio di oliva. Per farlo ha monitorato la salute di 80 individui affetti dalla patologia, diagnosticata tramite biopsia. Ai partecipanti al test è stato richiesto di assumere per quattro mesi delle pastiglie gastrointestinali contenenti l’idrossitirosolo.
“I risultati preliminari di questo studio sono molto promettenti”, commenta Nobili, Responsabile Unità di Ricerca Patologie Epato-intestinali dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

L’olio di oliva protegge il cuore

L’olio di oliva avrebbe proprietà preziose anche per salvaguardare il cuore e la salute cardiovascolare.
I ricercatori del St. Michael's Hospital di Toronto hanno condotto uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, dal quale è emerso che l’assunzione dell’olio di oliva aumenta i livelli nel sangue della proteina ‘ApoA-IV’. Quest’ultima è di fondamentale importanza in quanto monitora le piastrine, quei corpuscoli che se aggregati impropriamente potrebbero determinare lo sviluppo di ictus o infarti. “Questo è il primo studio che collega ApoA-IV con piastrine e trombosi”, sostiene il dottor Heyu Ni, primo ricercatore dello studio.

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