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Morbillo, cos'è e perché è pericoloso

La somministrazione di un vaccino per il morbillo (foto Getty)
5' di lettura

È una delle malattie al centro del dibattito sui vaccini: in Italia e in Europa preoccupa l'aumento dei casi e dei focolai. Si tratta di un'infezione rischiosa per la sua facilità di trasmissione che può portare altre malattie infettive sotto forma di complicanze

Nel dibattito sui vaccini il morbillo è forse la malattia più discussa a causa del forte aumento dei casi nell’ultima manciata di anni, attribuito allo scetticismo nei confronti di quel metodo di prevenzione da parte dei movimenti no-vax. Questa malattia continua a colpire adulti e bambini e le infezioni raggiungono numeri record: in Europa nel 2018 si sono superati i 40mila casi, e anche in Italia i contagi sono stati numerosi, e hanno anche provocato vittime, spesso tra persone non vaccinate. Ma cos’è il morbillo? Si tratta di un’infezione altamente contagiosa causata da un virus del genere morbillivirus (appartenente alla famiglia Paramyxoviridae), che colpisce spesso i bambini tra 1 e 3 anni. Si diffonde molto facilmente per via respiratoria, attraverso le secrezioni nasali e faringee ed è in assoluto una delle più facilmente trasmissibili. In Italia la malattia deve essere obbligatoriamente notificata alle autorità sanitarie.

I sintomi

Il sintomo caratteristico della malattia – spiega l’Istituto superiore di sanità - è un’eruzione cutanea (esantema): si presenta sotto forma di macchioline rosse, che partendo dalla testa in breve tempo (4-7 giorni), si diffondono poi in tutto il corpo. Il periodo di incubazione è di circa 9-14 giorni. L’eruzione cutanea è anticipata da sintomi simili a quelli di un raffreddore o un’influenza, e a causa di questo si confonde con queste malattie. L’infezione si manifesta inizialmente, infatti, con starnuti, tosse secca, e febbre che tende a crescere con il passare dei giorni. Accanto a questi sintomi, inizialmente compaiono dei puntini bianchi all’interno della bocca, seguiti a 3-4 giorni di distanza dalla comparsa delle macchie rosse (l’esantema). Questi piccoli puntini rosso vivo prima compaiono dietro le orecchie e il viso e poi si allargano a tutto il corpo. L’eruzione cutanea dura per 4-7 giorni, dopo i quali i puntini cominciano a scomparire: durante questo intervallo di tempo la febbre tende a mantenersi alta, di solito intorno ai 39. Una volta contratto il virus, si ottiene un’immunità a vita ovvero non ci si riammala più di morbillo.

Perché è pericoloso

Il morbillo è pericoloso a causa della sua alta potenzialità epidemica, ovvero la facilità di trasmissione, che facilita anche l’arrivo di complicanze nei soggetti colpiti. Secondo l’Iss, nonostante le complicazioni siano rare, il morbillo rimane responsabile di un numero compreso tra le 30 e le 100 morti ogni 100.000 persone colpite. Nel 2017, riporta l’Organizzazione mondiale della sanità, le morti stimate per morbillo sono state 89.780. Il morbillo - nel mondo - rappresenta una delle più importanti cause di morte in età pediatrica e adolescenziale. Le complicazioni possibili, a causa delle difese immunitarie indebolite dal virus, sono soprattutto causate da “superinfezioni” batteriche come otite media, laringite, diarrea, polmonite o encefaliti e sono più probabili in neonati e bambini malnutriti o immunocompromessi. La malattia, però, può complicarsi più facilmente quando la si contrae in età adulta. Non esiste una terapia specifica per il morbillo: si può somministrare del paracetamolo per abbassare la febbre, qualche sciroppo per sedare la tosse o del collirio per rimediare alla congiuntivite. In caso di complicanze, invece, queste ultime devono essere trattate di solito tramite ricovero ospedaliero, per scongiurare esiti più gravi.

Vaccinazione

Il vaccino per il morbillo in Italia è stato reso obbligatorio dal decreto Lorenzin del giugno 2017. Una prima dose è consigliata intorno al 12esimo-15esimo mese di vita del bambino, con richiamo verso i 5-6 anni. Si tratta di un vaccino attenuato, sicuro e senza alcun effetto collaterale, spiega la Fondazione Veronesi. Il vaccino viene somministrato tramite iniezione sottocutanea come vaccino trivalente (abbinato a quelli per parotite e rosolia) o quadrivalente (con in più quello contro la varicella). L’Istituto superiore di sanità ricorda in merito l’infondatezza scientifica del legame tra vaccini e autismo. E Giulia Grillo, che è succeduta a Beatrice Lorenzin al ministero della Salute, ha confermato la volontà di mantenere l'obbligatorietà del vaccino sul morbillo.

Preoccupazione per l’aumento dei casi di morbillo

Negli ultimi mesi si sono susseguite in Italia e in Europa campagne e allarmi sul morbillo visto l’aumento dei casi e i numerosi focolai della malattia sorti in tutto il continente. Nel 2018 sette Paesi europei hanno superato i mille casi: Italia, Francia, Serbia, Grecia, Russia, Georgia e Ucraina, e in tutti e sette ci sono stati dei morti. In Italia, addirittura, nel 2017 si sono registrati quasi 5.000 casi, con 4 morti, e dal 1 gennaio al 30 settembre 2018 ne sono stati segnalati 2.295. Zsuzsanna Jakab, direttrice dell'ufficio regionale per l'Europa dell'Organizzazione mondiale della sanità, ha recentemente ricordato che "dopo il minimo negativo toccato nel 2016 abbiamo visto un drammatico aumento nelle infezioni e nei focolai” e ha chiesto a “tutti i Paesi di implementare immediatamente misure ampie e appropriate al contesto per diminuire la diffusione di questa malattia. Una buona salute per tutti parte dalla vaccinazione”. In Italia la copertura raggiunta dal vaccino per il morbillo è al 91,68%, secondo i dati del ministero della Salute

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