Legame tra vaccini e autismo, 20 anni fa "la madre delle bufale"

Foto d'archivio Getty
4' di lettura

Fu diffusa da uno studio pubblicato il 28 febbraio del 1998, sulla rivista Lancet dal medico inglese Andrew Wakefield. Ma la ricerca risultò poi viziata da difetti metodologici e interessi economici. L'articolo fu ritirato e il dottore radiato

È considerata “la madre di tutte le bufale” sul tema del presunto legame tra vaccini e autismo: è lo studio del medico inglese Andrew Wakefield e, il 28 febbraio, compie 20 anni. La sua pubblicazione sulla rivista Lancet, che poi lo ritirò qualche anno dopo, risale al 1998. Nonostante sia stato poi smentito da decine di ricerche, lo studio è ancora il più citato dalle organizzazioni no vax.

Lo studio di Wakefield

La ricerca era stata condotta su 12 bambini, che lo studio descriveva essere affetti da disturbi gastrointestinali e autismo dopo vaccinazione Mpr, quella contro morbillo, parotite e rosolia. Due studi successivi di Wakefield indicarono l'esistenza di una correlazione causale tra autismo e vaccinazione. "La teoria era che il vaccino trivalente per qualche misterioso motivo potesse creare una alterazione della permeabilità intestinale - spiega Pierluigi Lopalco, epidemiologo dell'università di Pisa - permettendo ad agenti esterni di passare più facilmente la barriera intestinale provocando l'autismo". Wakefield sosteneva che attraverso una barriera intestinale più permeabile aumentava il passaggio in circolo di sostanze tossiche verso il cervello. Dopo la pubblicazione, sottolinea Lopalco, si è avuto subito un calo delle coperture in Gran Bretagna e in alcuni Paesi del Nord Europa, con un aumento dei casi e dei morti soprattutto di morbillo.

La bufala viene smontata

Negli anni successivi, diversi studi dimostrarono che quanto sostenuto da Wakefield non aveva basi scientifiche. Un grande studio dell'Institute Of Medicine of the National Academies americano, valutando l'esistenza di evidenze scientifiche a favore di una possibile correlazione tra 8 differenti vaccini (incluso l'Mpr) ed una serie di eventi avversi, respinse definitivamente l'ipotesi di un nesso con l'autismo. Alle stesse conclusioni è giunta l'Oms. Inoltre, un'indagine scoprì che il medico aveva accordi con alcuni avvocati specializzati nelle cause di risarcimento. E non solo: Wakefield perseguiva biechi interessi economici. Prima di pubblicare il suo studio nel 1998, aveva registrato una richiesta di brevetto per un nuovo vaccino monovalente contro il morbillo, pensato proprio per contrastare i rischi gastrointestinali che sarebbero poi emersi dalla sua ricerca, dove si sottolineavano i pericolo del vaccino trivalente.

L'inchiesta, il ritiro dell'articolo e la radiazione

A contribuire allo scoppio dello scandalo sulla ricerca di Wakefield fu anche un'inchiesta del giornalista Brian Deer sul Sunday Times nel 2014, che rivelò che oltre a difetti epidemiologici (come la mancanza di un gruppo di controllo, esami endoscopici e neuropsicologici non eseguiti in "cieco", e la comparsa dei sintomi gastroenterici dopo e non prima lo sviluppo di autismo, in 7 dei 12 bambini presi in esame), lo studio conteneva anche alterazioni e falsificazioni della storia anamnestica dei pazienti, allo scopo di supportare le proprie conclusioni. L'articolo di Wakefield fu ritirato ufficialmente nel 2010, e nello stesso anno il medico fu radiato, pur continuando la sua attività negli Usa e nel resto del mondo.

Istituzioni e ricercatori: nessun legame vaccini-autismo

Negli anni successivi alle vicende dello studio Wakefield, sono arrivate diverse rassicurazioni dalle istituzioni: non esiste alcun legame tra i vaccini e l’autismo. Nel 2002, il Global Advisory Committee on Vaccine Safety dell’Oms ha concluso - sulla base degli studi esistenti - che non esiste alcuna prova di un legame tra vaccino trivalente e autismo. Un fatto che viene evidenziato anche nella scheda sui disturbi dello spettro autistico. Della stessa opinione sono tutte le principali istituzioni sanitarie del pianeta, come il Cdc americano e il nostro Ministero della Salute, e una moltitudine di studi scientifici. Tra questi ultimi, un’analisi pubblicata nel 2014 sulla rivista Vaccine che ha analizzato oltre 1,2 milioni di bambini autistici, e una della Cochrane Organisation che ha analizzato in totale oltre un milione e mezzo di casi.

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