Vaccino antinfluenzale, il calendario delle Regioni: le date e chi deve farlo
Salute e BenessereIntroduzione
Entra nel vivo la campagna per i vaccini antinfluenzali per l’autunno 2026. Diverse Regioni, in ordine sparso, hanno dato il via alle operazioni, quasi tutte privilegiando in primo luogo le categorie di popolazione maggiormente a rischio, come gli anziani, e poi estendendo l'immunizzazione al resto della popolazione. In altri territori le vaccinazioni inizieranno invece nei prossimi giorni.
Quello che devi sapere
Influenza, le regioni dove è già possibile fare il vaccino
Oggi, lunedì 12 ottobre, si comincia con le vaccinazioni per tutta la popolazione in Emilia-Romagna, Sicilia, Calabria e Campania. La scorsa settimana sono partite Toscana, Veneto e Lazio. Domani tocca al Piemonte, mercoledì al Friuli-Venezia Giulia. Altri territori avevano invece giocato d’anticipo. In Lombardia la prima fase di vaccinazioni per le categorie più esposte ai rischi ha preso il via il 1° ottobre (mentre oggi la possibilità si allarga in generale a tutta la cittadinanza). L’Umbria aveva dato il via il 5 ottobre.
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Quali Regioni aprono le vaccinazioni generali a novembre
In alcuni casi il calendario è più articolato. È ad esempio il caso della Toscana, che il 7 ottobre ha cominciato con gli anziani ospiti delle Rsa. Da mercoledì 14 si procede anche con i bambini (tra i sei mesi e i sei anni) e gli over 60, mentre tutti gli altri potranno vaccinarsi a partire dall’11 novembre. Simile il programma della Liguria, dove le prime vaccinazioni sono iniziate il 28 settembre (per i bambini dai due anni di età), per poi estendersi agli over 65, a tutte le persone considerate a rischio e ai bambini dai 6 mesi. Le immunizzazioni generali devono invece ancora partire: la data fissata è quella del 15 novembre.
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Chi deve vaccinarsi contro l’influenza?
In Italia non esiste un obbligo vaccinale. Il Ministero della Salute raccomanda però la vaccinazione a tutta una serie di soggetti, che in parte corrispondono a quelli per cui le Regioni hanno anticipato il calendario. E cioè:
- le persone con più di 60 anni;
- le donne in gravidanza e post partum;
- i ricoverati in lungodegenza;
- le persone con malattie croniche come diabete, malattie cardiache e respiratorie o problemi al sistema immunitario;
- alcune categorie di lavoratori come personale sanitario e socio-sanitario, forze di polizia e vigili del fuoco, allevatori o chi lavora a contatto con animali;
- donatori di sangue;
- bambini non a rischio nella fascia di età 6 mesi - 6 anni.
Aumentano i casi di sindromi simil-influenzali
Intanto, mentre gli apparati sanitari regionali proseguono nel loro percorso di immunizzazione, negli ambulatori dei medici di famiglia iniziano ad aumentare i casi di sindromi simil-influenzali, anche se per il momento in Italia non ci sono segnali di allarme.
La sorveglianza stagionale dell’Iss
Mancano ancora gli ultimi passaggi per dare il via libera alla consueta sorveglianza stagionale realizzata dal sistema RespiVirNet dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss). Sul finire della scorsa stagione influenzale, le Regioni e le Provincie autonome avevano interrotto la trasmissione dei dati all'Istituto, spiegando la scelta con la necessità di attenersi a una regolamentazione in linea con la legge sulla privacy. Ora si attende una circolare del ministero che sblocchi la situazione.
Cosa succede all’estero
C’è però da dire che nei giorni scorsi la rivista scientifica Nature segnalava un incremento anomalo dei casi di influenza negli Stati Uniti. Anche gli ultimi dati della Health Security Agency britannica mostrano un aumento dei casi di influenza nel Regno Unito: il 6,5% dei campioni analizzati dai laboratori sono risultati positivi ai virus. Nel resto d'Europa, invece, per il momento non si nota nulla di anomalo: le segnalazioni crescono, ma senza accelerazioni improvvise, come mostra l'European Respiratory Virus Surveillance Summary (Erviss), la piattaforma su cui European Centre for Disease Prevention and Control e Ufficio Europeo dell'Oms condividono i dati dell'influenza e di altre malattie respiratorie in Europa.
Quali virus si stanno diffondendo
Per quel che riguarda i virus che si stanno diffondendo in Europa, i primi test indicano una prevalenza di quelli appartenenti alla famiglia A, al momento senza differenze significative tra tipo H1 e H3. È però ancora presto per fare previsioni: i campioni sono ancora pochi e provengono solo da un piccolo numero di Paesi.
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