Il nostro è il Paese europeo più colpito dall'epidemia di West Nile: il nostro territorio nazionale guida la triste classifica sia per estensione geografica che per impatto sanitario, registrando 64 zone colpite e 590 casi umani autoctoni. Secondo quanto dicono i dati, nell'ultimo periodo la diffusione del virus ha subito accelerazione
In Europa, dall'inizio della stagione estiva, sono stati segnalati 1.285 casi di febbre del Nilo contratti localmente in 15 Paesi e l'Italia ne presenta il numero più elevato, ovvero 590. A seguirla la Grecia con 319 casi e la Spagna con 104. Questi i dati, aggiornati al 10 settembre, pubblicati oggi dallo European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc).
Dove si concentrano i casi in Italia
Sono state identificate, attraverso il sistema di sorveglianza, 161 aree interessate dal virus in 15 Paesi europei. L'Italia è il Paese con il numero più elevato, 64 aree, seguita da Grecia (21) e Romania (20). In Italia i casi si concentrano a Padova con 50 casi, Milano con 48, Roma con 46, Latina con 34, Torino con 30, Oristano con 25, Caserta con 22, Cremona con 21, Novara con 18 e Mantova con 17.
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Italia e Francia hanno anche casi autoctoni
L'Ecdc pubblica oggi anche la sorveglianza stagionale di un'altra malattia trasmessa dalle zanzare, la dengue. Dall'inizio del 2026 e fino al 9 settembre 2026, due Paesi europei hanno segnalato casi autoctoni, ovvero contratti localmente e non durante un viaggio all'estero: l'Italia (24 casi) e la Francia (5 casi). Questa settimana, l'Italia ha segnalato ulteriori 21 casi contratti localmente, inclusi due casi nell'area di Lecce e 19 nell'area di Livorno (entrambi i cluster erano già attivi), mentre non sono stati segnalati nuovi casi in Francia.