Le cure per la fibrillazione atriale potrebbero essere utili contro l'Alzheimer: lo studio
Salute e BenessereUno studio del Karolinska Institutet indica che i nuovi anticoagulanti (NOAC) potrebbero rallentare il declino cognitivo rispetto al warfarin o all'assenza di terapia. I dati su oltre 7.300 persone mostrano anche una riduzione di mortalità, ictus, trombosi e fratture
La fibrillazione atriale è nota per aumentare il rischio di ictus quando non viene riconosciuta e trattata. Ma secondo uno studio rilanciato da La Repubblica, emergono connessioni meno evidenti tra questa aritmia e le patologie neurodegenerative: nei pazienti con Alzheimer, la prevenzione delle embolie tramite anticoagulanti potrebbe contribuire a rallentare il deterioramento cognitivo.
Anticoagulanti e funzione cerebrale
L'analisi, pubblicata su European Heart Journal e guidata da Maria Eriksdotter del Karolinska Institutet, ha esaminato oltre 7.300 persone con fibrillazione atriale e malattia di Alzheimer, utilizzando i dati del registro svedese SveDem. I partecipanti sono stati suddivisi in tre gruppi: trattati con anticoagulanti (NOAC), con warfarin oppure non trattati. La valutazione cognitiva, misurata con il Mini-Mental State Examination, mostra che chi assumeva i NOAC presentava un declino più lento rispetto agli altri gruppi. La differenza, pari a circa 0,2 punti MMSE all'anno, appare modesta su base annuale ma significativa nel lungo periodo.
Altri benefici
Oltre al rallentamento del declino cognitivo, i NOAC sono stati associati a un minor rischio di morte, ictus, trombosi e fratture. Il warfarin ha mostrato un effetto protettivo, con un'incidenza più elevata di emorragie maggiori. Secondo Eriksdotter, il miglioramento del flusso sanguigno e la riduzione dei microdanni cerebrali potrebbero spiegare l'effetto positivo sulla cognizione.