Cambio ora solare come un mini jet lag, i possibili effetti sull’organismo

Salute e Benessere

Con il ritorno all’ora solare si dormirà un’ora in più, ma il cambio può provocare per alcuni giorni sonnolenza, irritabilità e variazioni dell’umore. L’organismo deve riadattare il proprio orologio biologico, influenzato anche dalla luce e dalle abitudini quotidiane

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Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre torna l’ora solare. Alle 3 del mattino gli orologi dovranno essere riportati indietro alle 2. Il cambio permetterà di dormire un’ora in più. Questa variazione, seppur minima, può provocare nell’organismo effetti simili a quelli del jet lag. Ne ha parlato all’Adnkronos Salute Luigi Ferini-Strambi, direttore del Centro di medicina del sonno dell’Irccs ospedale San Raffaele di Milano e professore ordinario di Neurologia alla Facoltà di Psicologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele. 

I possibili effetti del cambio d’ora

"Si tratta di una sorta di mini jet lag, ma non bisogna drammatizzare: non è un cambiamento importante”, ha spiegato Ferini-Strambi. “Il passaggio può però comportare una temporanea alterazione del funzionamento del nostro orologio biologico interno". I possibili effetti sono soprattutto sonnolenza, irritabilità e qualche cambiamento dell’umore. Si tratta, però, di "disturbi transitori, nulla che non si possa risolvere nel giro di circa cinque giorni", ha sottolineato l’esperto. Il "nostro orologio biologico deve riadattarsi". Il motivo è legato al fatto che l’organismo segue ritmi biologici regolati anche dalla luce e dalla regolarità delle abitudini. "Il nostro cervello subisce uno sfasamento perché cambia l’orario in cui andiamo a dormire, ci svegliamo e mangiamo", ha spiegato Ferini-Strambi. A questo si aggiunge "la riduzione delle ore di luce durante la giornata, tipica della stagione autunnale". La luce svolge infatti un ruolo fondamentale nella regolazione dei ritmi circadiani. "La sua diminuzione può influenzare diversi meccanismi biologici e contribuire alla sensazione di maggiore stanchezza e minore motivazione”. Il passaggio all’ora legale in primavera è comunque più difficile da gestire, perché in quel caso si dorme un’ora in meno.

Chi può risentirne di più

L’ora di sonno in più non rappresenta necessariamente un vantaggio per tutti. "Va male alle cosiddette 'allodole', cioè quelle persone che si alzano molto presto la mattina”, ha sottolineato Ferini-Strambi. "Si tratta di circa il 10% della popolazione generale. Per queste persone il cambiamento dell'orario può risultare più difficile da gestire. Nel complesso, tuttavia, il ritorno all’ora solare sembra comportare meno difficoltà per l’organismo rispetto al passaggio primaverile all’ora legale”, ha ricordato l’esperto. Il principale problema "è piuttosto la progressiva riduzione della luce naturale. Risultiamo più stanchi e più demotivati. Fortunatamente, nel giro di pochi giorni si torna all’equilibrio naturale”,  ha concluso. 

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