Virus West Nile: ricoverata turista torinese nel Barese, altri casi in Abruzzo e Sardegna
Salute e BenessereLa donna è ricoverata nel reparto di malattie infettive dell'ospedale di Bisceglie. Il Comune ha disposto una disinfestazione straordinaria per la notte del 24 agosto, dopo la comunicazione della Asl Bt. Intanto in Abruzzo sono tre i casi confermati e nella provincia di Oristano i contagi sono saliti a ventuno, con diversi pazienti ancora ricoverati al San Martino
Un caso di infezione da West Nile virus è stato rilevato a Margherita di Savoia, nel nord Barese. La paziente, una turista torinese in vacanza da tempo nella località balneare pugliese, è attualmente ricoverata nel reparto di malattie infettive dell'ospedale di Bisceglie.
Intervento straordinario di disinfestazione
Dopo la comunicazione pervenuta dal Dipartimento di Prevenzione della Asl Bt al Comune, è stato disposto un intervento straordinario di disinfestazione, programmato per la notte del 24 agosto per tutta la notte.
Il sindaco: "Nessuna criticità sul territorio"
È opportuno sottolineare - dichiara il sindaco Bernardo Lodispoto - che, come evidenzia la nota della Asl, al momento non risultano criticità nel territorio di Margherita di Savoia e che il virus si trasmette solo tramite la puntura di zanzare infette: non c'è dunque alcun rischio di contagio da persona a persona. Siamo lieti che, allo stato, la situazione nei comuni più vicini al nostro sia sotto controllo, a conferma dell'assenza di focolai di infezione".
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Tre casi confermati in Abruzzo
Sono tre ad oggi i casi confermati di West Nile in Abruzzo. Il primo riguardo un uomo di 85 anni ricoverato nel reparto di malattie infettive dell'ospedale di Teramo, in condizioni stabili e con sintomi in miglioramento. Il secondo caso una donna di 75 anni ricoverata nel reparto di Malattie Infettive dell'ospedale SS. Annunziata. Il terzo caso è stato registrato nella provincia di Pescara, una donna di 67 anni, attualmente ricoverata nell'Unità operativa di Malattie infettive dell'Ospedale di Chieti.
Indagine epidemiologica in corso
"È in corso l'indagine epidemiologica del Servizio Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica (Siesp) della Asl di Pescara, condotta dai dirigenti medici Serena Ruscitti e Italo Porfilio e dalle Assistenti Sanitarie Flavia Fracassi e Anastasia Mennucci, volta a a ricostruire gli spostamenti della paziente degli ultimi 21 giorni per capire se abbia contratto l'infezione in altri luoghi oppure da una zanzara del posto", si legge nella nota dell'Asl.
Misure di sorveglianza sul territorio
Il Siesp sta inviando le comunicazioni previste ai sindaci della provincia di Pescara e ai medici di medicina generale, nell'ambito delle attività di prevenzione. Parallelamente, la Uoc Sanità Animale della Asl di Pescara sta intensificando la sorveglianza per rilevare l'eventuale circolazione del virus tra gli insetti vettori e le popolazioni animali sensibili alla West Nile Disease. Le attività, in linea con quanto previsto dal Piano nazionale arbovirosi 2026, sono svolte in raccordo con il dipartimento Sanità della Regione Abruzzo e con l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise, presso il quale sono eseguite le analisi.
Le indicazione della Asl
"La Asl di Pescara ha attivato tutte le competenze coinvolte nella sorveglianza del virus West Nile, attraverso un'azione coordinata tra i servizi di sanità pubblica e di sanità animale e in raccordo con le istituzioni regionali – afferma il direttore sanitario aziendale, Rossano Di Luzio –. L'indagine epidemiologica è attualmente in corso. In questa fase è importante adottare con attenzione le misure utili a prevenire le punture di zanzara e a limitarne la proliferazione".
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Ventuno casi della provincia di Oristano
Intanto, nella provincia di Oristano sono saliti a ventuno i casi umani di contagio da virus West Nile. Un ultraottantenne è ricoverato nell'ospedale San Martino. La Asl fa sapere che sono state avviate l'inchiesta epidemiologica e le attività di profilassi, che prevedono la disinfestazione dell'area di residenza delle persone che hanno contratto il virus. Il primo caso risale a maggio e ha riguardato un ultrasessantenne, il secondo, un ultranovantenne che, dopo aver contratto il virus, era deceduto. I casi successivi hanno coinvolto soggetti tra i cinquanta e gli oltre ottant'anni, alcuni ricoverati al San Martino e altri già dimessi. Gli ultimi quattro casi - due ultrasettantenni e due ultracinquantenni - si trovano ancora ricoverati nel presidio ospedaliero oristanese.