Colpo di calore nei bambini, bastano 20 minuti in auto anche senza sole: cosa fare

Salute e Benessere
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Introduzione

L'ondata di calore che sta interessando l'Italia e gran parte d'Europa espone i più piccoli a rischi seri. I bambini, soprattutto nei primi anni di vita, regolano peggio la temperatura corporea e si disidratano più facilmente degli adulti, senza riuscire a segnalare il pericolo. La Società Italiana di Pediatria (SIP) ricorda che un'esposizione breve al caldo intenso può bastare a provocare un colpo di calore, un'emergenza medica che mette a rischio la vita. Ecco come riconoscerlo, come intervenire e quali regole adottare per proteggere i bambini.

Quello che devi sapere

Perché i bambini sono più a rischio

I più piccoli hanno una capacità di termoregolazione ridotta e tendono a disidratarsi più rapidamente rispetto agli adulti. A questo si aggiunge la difficoltà a percepire e a comunicare i segnali di pericolo. Per la SIP, in presenza di caldo intenso anche un'esposizione breve e non protetta può causare disidratazione o colpo di calore, in particolare nei primi anni di vita. Il corpo mantiene una temperatura costante tra i 35 e i 37,5 gradi generando calore e disperdendolo con la sudorazione: quando fa molto caldo questo meccanismo naturale può andare progressivamente in crisi, facendo salire la temperatura a livelli pericolosi.

 

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L'auto rovente: 52°C in 20 minuti anche senza sole

Uno degli scenari più insidiosi è l'abitacolo di un'automobile. Non serve che il veicolo sia parcheggiato sotto il sole diretto: con una temperatura esterna di 34°C, l'interno di un'auto chiusa può arrivare a 52°C in appena 20 minuti. Per questo un bambino lasciato o rimasto chiuso in macchina in una giornata calda è esposto a un rapido e pericoloso aumento della temperatura corporea.

 

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Cos'è il colpo di calore e quando diventa pericoloso

Il colpo di calore è un'emergenza medica che può mettere a rischio la vita. Si verifica quando l'organismo non riesce più a regolare la propria temperatura, che può salire fino a superare i 41,1°C, provocando danni al cervello o, nei casi più gravi, il decesso se non si interviene rapidamente. Sono necessarie cure mediche urgenti e intensive per controllare e abbassare la temperatura corporea. Il rischio cresce quando il bambino è vestito troppo, pratica attività fisica intensa con il caldo o non beve a sufficienza.

 

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I sintomi da riconoscere

I segnali del colpo di calore vanno colti tempestivamente. Tra i principali: forte mal di testa, debolezza e vertigini, stato confusionale, nausea, respiro e battito cardiaco accelerati. Nei casi più seri possono comparire perdita di conoscenza e convulsioni. Da tenere d'occhio anche la sudorazione scarsa o assente, la pelle arrossata, calda e secca, e una temperatura corporea superiore ai 40°C.

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Cosa fare in caso di colpo di calore

Stando al vademecum Sip, al primo sospetto va chiamato subito il 118. Nell'attesa occorre spostare il bambino in un ambiente fresco o all'ombra, farlo sdraiare e sollevargli le gambe. Va poi spogliato e bagnato con acqua tiepida; se è vigile può essere immerso in un bagno tiepido e gli si possono offrire frequenti sorsi di bevande fresche e chiare. Se vomita, va girato su un fianco per evitare il soffocamento. Importante: non somministrare liquidi se il bambino non è vigile e cosciente.

Le regole della SIP per prevenire

La prima regola è offrire acqua spesso, anche quando il bambino non la chiede, evitando bevande zuccherate o gassate; per i lattanti l'allattamento al seno può essere aumentato nei giorni più caldi. Meglio limitare le uscite nelle ore più calde, tra le 11 e le 17, scegliendo strade ombreggiate e luoghi ventilati. Sì a pasti leggeri ricchi di frutta e verdura di stagione, utili a reintegrare acqua e sali minerali. Il condizionatore si può usare mantenendo una temperatura costante sui 24-25 gradi e ricorrendo al deumidificatore; stesso criterio in auto, con il finestrino leggermente aperto per evitare un abitacolo troppo freddo.

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Come vestire i bambini con il caldo

L'abbigliamento deve essere comodo e in fibre naturali come cotone o lino, di colore chiaro. Da evitare i tessuti sintetici o troppo aderenti, che trattengono il calore. In spiaggia è bene far indossare al bambino un cappellino leggero, meglio se di paglia traforata: senza protezione la testa rischia di surriscaldarsi.

Le altre malattie da calore: crampi ed esaurimento

Il colpo di calore è la forma più grave, ma non l'unica. I crampi di calore sono contrazioni muscolari improvvise e dolorose, legate alla perdita di liquidi e sali dopo un'intensa attività fisica: non sono gravi di per sé, ma vanno trattati subito interrompendo lo sforzo, portando il bambino al fresco e offrendogli bevande con zuccheri e sali. L'esaurimento da calore compare invece quando il bambino non ha bevuto abbastanza in un ambiente molto caldo, con sintomi come sete intensa, debolezza, vertigini, nausea, mal di testa e aumento della sudorazione: occorre spostarlo subito al fresco, rimuovere gli abiti in eccesso, farlo idratare a piccoli sorsi e chiamare il 118.

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