Fascicolo sanitario elettronico, novità dal 31 marzo: cosa cambia per medici e pazienti
Salute e BenessereIntroduzione
Dal 31 marzo prende il via l’ultimo passaggio operativo del fascicolo sanitario elettronico, con l’obiettivo di arrivare a pieno regime entro giugno. Il sistema entra così nella sua fase definitiva, anche se persistono differenze tra territori e un utilizzo ancora limitato da parte dei cittadini. Ecco cosa sapere
Quello che devi sapere
Cos’è e perché cambia
Il fascicolo sanitario elettronico è uno degli interventi chiave per modernizzare la sanità. Si tratta di una raccolta online di dati e documenti clinici che accompagna ogni cittadino nel tempo, costruendo una memoria completa della sua salute. Nonostante l’importanza dello strumento, meno della metà degli italiani ha autorizzato i medici a consultarlo e solo una minoranza lo usa concretamente.
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Nuove regole per strutture e referti
Entro fine marzo tutte le strutture, pubbliche e private, devono adeguarsi a un formato standard per trasmettere i documenti sanitari. I referti dovranno essere caricati entro pochi giorni dalla prestazione, garantendo uniformità e rapidità. Anche i professionisti privati sono obbligati a partecipare al sistema, dotandosi di firma digitale e strumenti compatibili.
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Il profilo sanitario sintetico
Tra le novità principali c’è il profilo sanitario sintetico (o Patient Summary): una “carta d'identità sanitaria”, con le informazioni essenziali sulla salute di ogni cittadino e riassuntiva dello stato di salute, compilata dal medico di base. Questo documento diventa fondamentale in caso di emergenza, perché può essere consultato anche senza consenso esplicito per garantire cure tempestive.
Vantaggi per i cittadini
Per i pazienti, il fascicolo rappresenta un archivio sempre aggiornato accessibile da casa. Permette di:
- consultare esami e referti
- evitare duplicazioni di visite e analisi
- risparmiare tempo e costi
È possibile anche aggiungere documenti personali, inclusi quelli ottenuti all’estero o nel privato, costruendo un quadro sanitario più completo.
Benefici per i medici
I professionisti sanitari possono accedere alla storia clinica del paziente, migliorando diagnosi e terapie. Questo riduce esami inutili e accelera gli interventi, soprattutto nelle situazioni urgenti. Anche in presenza di limiti al consenso da parte del titolare, il medico di pronto soccorso potrà consultare almeno il cosiddetto “profilo sanitario sintetico” cioè la sintesi dello stato di salute. In tal modo, potrà apprendere se il paziente che si trova sulla barella è cardiopatico o diabetico o allergico a farmaci in modo da intervenire in modo tempestivo e più efficace. Sarà il medico di base a dover compilare, sempre entro il 31 marzo, questo profilo generale e a tenerlo aggiornato.
Cosa cambia per le strutture
Anche le strutture sanitarie private sono chiamate a garantire l’accesso ai dati clinici dei pazienti in tempo reale. In precedenza, questo obbligo riguardava esclusivamente le realtà convenzionate con il Servizio sanitario nazionale; con il nuovo assetto, invece, si estende a tutti gli erogatori di prestazioni sanitarie, inclusi i liberi professionisti e i soggetti privati non accreditati, che dovranno quindi adeguarsi alle nuove regole. Ciò comporta che la documentazione clinica dovrà essere redatta in un formato standard condiviso (visualizzato dall’assistito come un PDF), firmata digitalmente e successivamente trasmessa al portale regionale del Fascicolo sanitario elettronico, così da garantire uniformità e interoperabilità dei dati. L’adeguamento, da completare entro il 31 marzo 2026, interessa poliambulatori e centri medici privati – anche in regime di solvenza – oltre a studi odontoiatrici e fisioterapici, laboratori di analisi e cliniche private.
Servizi e documenti disponibili
Grazie al fascicolo è possibile effettuare molte operazioni, come:
- prenotare visite
- pagare ticket online
- cambiare medico di base
Presenti anche numerosi documenti, all'incirca 21: referti di laboratorio, referti di radiologia, referti di specialistica ambulatoriale, referti di anatomia patologica, verbali di pronto soccorso, lettere di dimissione ospedaliera, profilo sanitario sintetico, prescrizioni farmaceutiche, prescrizioni di specialistica ambulatoriale, cartelle cliniche, erogazioni di farmaci a carico del SSN e non a carico, schede di singola vaccinazione, certificato sullo stato vaccinale, erogazione di prestazioni di assistenza specialistica, lettere di invito per screening, vaccinazione o altri percorsi di prevenzione, tessere di portatore di impianto e, infine, il taccuino personale dell'assistito. In questa sezione, che l'utente può gestire a modo suo, possono essere caricati eventuali eventi clinici o documenti sanitari riferiti a prestazioni erogate, anche al di fuori del servizio sanitario nazionale, in tempi più lontani (la data spartiacque è prima del 18 maggio 2020). In particolare, però, l'assistito può annotare qui, giorno per giorno, qualsiasi episodio utile sul proprio stato di salute, eventuali parametri e annotazioni varie sullo stile di vita, come l'alimentazione, le abitudini e l'attività fisica praticata. In quest'area privata, si possono far confluire anche informazioni di dispositivi medici e i wearable indossati.
Accesso e deleghe
L’accesso avviene attraverso strumenti di identità digitale, come Spid, carta d’identità elettronica o tessera sanitaria. Il titolare ha inoltre la possibilità di autorizzare altre persone a operare per suo conto, fino a un massimo di cinque delegati: per farlo è necessario compilare un modulo specifico, indicando il soggetto di fiducia che potrà anche gestire le autorizzazioni alla consultazione. Nei casi in cui una persona sia sottoposta a tutela legale, il consenso viene espresso dal rappresentante designato dall’autorità giudiziaria. Per i minorenni, invece, la gestione del fascicolo, inclusa la possibilità di concedere o negare l’accesso, spetta ai genitori o a chi esercita la responsabilità genitoriale, così come a eventuali tutori o amministratori di sostegno. Solo con il raggiungimento della maggiore età il diretto interessato acquisisce il pieno controllo del proprio fascicolo e può confermare autonomamente i consensi.
Privacy e controlli
I dati sanitari sono altamente protetti e accessibili solo per finalità di cura. L’utente mantiene sempre il controllo:
- può decidere chi può consultare i dati
- può oscurare documenti specifici
- può revocare i consensi in qualsiasi momento
Secondo il regolamento europeo, il trattamento di queste informazioni è consentito solo per finalità mediche, di interesse pubblico o di ricerca. Chi può accedere ai dati sanitari sono esclusivamente i professionisti della salute (medici, infermieri, psicologi, fisioterapisti, tecnici diagnostici) e le strutture sanitarie stesse, sempre nel rispetto del segreto professionale.
Gestione del fascicolo e consensi
Nel fascicolo sanitario elettronico è stato inizialmente possibile opporsi all’inserimento dei dati precedenti al 19 maggio 2020, bloccando il caricamento automatico delle informazioni tra il 2012 e il 2020. Oggi, soltanto i neomaggiorenni e chi non era assistito dal Servizio sanitario nazionale può ancora revocare l’adesione entro 30 giorni dall’attivazione del servizio. Per la maggior parte degli italiani è invece previsto il “silenzio-assenso”: i dati sono stati automaticamente caricati, ma il cittadino mantiene sempre il controllo. Accedendo al fascicolo, è possibile decidere quali documenti rendere visibili, a chi concedere l’autorizzazione e revocare i consensi in qualsiasi momento. Solo i soggetti autorizzati per finalità di cura, prevenzione o profilassi (medici, pediatri, infermieri, ostetriche, farmacisti e personale amministrativo per dati strettamente necessari) possono consultare le informazioni. Il titolare può modificare le autorizzazioni o cancellare contenuti senza compromettere l’erogazione delle prestazioni. Inoltre, è possibile monitorare chi ha consultato o aggiornato il proprio fascicolo.
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