Focolaio di meningite in Inghilterra, cosa sappiamo sui contagi? Domande e risposte

Salute e Benessere
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Cresce l’allarme meningite acuta di tipo B nel sud del Regno Unito. Secondo l’ultimo aggiornamento, diramato dalla Uk Health Security Agency incaricata di sorvegliare la sicurezza sanitaria, è salito a 27 il numero dei casi sospetti a seguito di un focolaio, definito dalle autorità “senza precedenti”, scoppiato tra i giovani del Kent, nel sud dell’Inghilterra. Resta stabile il bilancio delle vittime: un ragazzo di 21 anni e una ragazza di 18, entrambi studenti. Full Fact, organizzazione no-profit specializzata nel fact checking, ha risposto ad alcune domande per chiarire i dubbi sulla malattia.

Quello che devi sapere

Dove è scoppiato il focolaio?

I primi casi riconducibili al batterio meningococco B si sono verificati al Club Chemistry di Canterbury, nota città universitaria nella contea del Kent. Numerosi ragazzi e ragazze sono stati ricoverati d'urgenza in ospedale dopo essere usciti dal locale con la malattia tramessa tramite il contatto ravvicinato. Un caso collegato è stato segnalato anche in un istituto di Londra.

 

Per approfondire: Meningite: cos’è, quali sono i sintomi, come si trasmette e i vaccini disponibili

Quale tipo di allarme è scattato?

Dal 18 marzo scorso è in vigore lo stato di allerta sanitaria pubblica che prevede l'immediata segnalazione da parte di tutti i medici del Servizio sanitario nazionale (Nhs) di sintomi sospetti nel Regno Unito. Non è la prima volta che l'isola adotta misure preventive d'emergenza come avvenuto dopo alcuni focolai riconducibili al cosiddetto '"vaiolo delle scimmie" (Mpox).

 

Per approfondire: Epidemia di meningite in Inghilterra, appello di Starmer ai ragazzi: “Vaccinatevi”

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A che punto è la campagna vaccinale?

Dalla Kent University alla Canterbury Christ Church University: la campagna vaccinale coinvolge gli atenei colpiti ma ad essere interessati sono anche gli studenti degli ultimi due anni nelle scuole superiori dove sono stati segnalati i contagi. Come già fatto dal premier laburista Keir Starmer in Parlamento, il ministro della Salute Wes Streeting ha invitato chiunque sia stato nel nightclub a sottoporsi sia ad una terapia antibiotica sia al vaccino.

 

Per approfondire: Meningite nel Regno Unito, studenti in coda per il vaccino

Che cos'è la meningite?

La meningite è un’infiammazione delle meningi, le membrane che avvolgono cervello e midollo spinale. Nella maggior parte dei casi ha origine infettiva e può essere causata da virus, batteri o funghi. Come spiegano gli specialisti di Humanitas la forma virale è la più frequente e generalmente meno grave, mentre quella batterica è più rara ma può avere conseguenze molto più serie, anche fatali. 

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Si tratta di "meningite" o di "malattia meningococcica invasiva"?

Il batterio meningococco di gruppo B (o MenB), piuttosto comune nel Regno Unito, di solito rimane nella gola o nel naso, dove raramente causa malattie gravi. Di rado, può causare infezioni in altre parti del corpo e diventare potenzialmente letale: la malattia meningococcica invasiva (Imd) colpisce il più delle volte il sangue, provocando setticemia, le meningi oppure entrambe. Resta da chiarire se i casi emersi fino ad ora nel Kent siano riconducibili alla Imd.

Quali sono i soggetti più a rischio?

Tra i soggetti più esposti al rischio di contrarre la meningite meningococcica invasiva ci sono i neonati. Dal 2015 il Servizio sanitario nazionale britannico prevede la vaccinazione gratuita. Stando alle stime del governo il siero si è dimostrato efficace all'83% nella prevenzione di tutte le forme della malattia tra i bambini. Ad essere a rischio sono anche i soggetti adulti affetti da celiachia, anemia falciforme, disturbi della milza e del sistema del complemento.

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Come funziona il vaccino?

Il governo britannico sta offrendo gratuitamente il vaccino contro il meningococco B nell'ambito di una campagna mirata a circa 5mila persone ma potrebbe essere estesa a un numero maggiore di persone se necessario. Come afferma l'Agenzia britannica per la salute pubblica (Ukhsa), il siero impedisce alle persone di ammalarsi ma non previene dal rischio di contagiare altri soggetti. Attualmente il vaccino viene offerto contro la meningite ACWY, che protegge da altre forme di meningite e setticemia, viene offerto a tutti i bambini a 13 o 14 anni o leggermente più grandi in Irlanda del Nord. Chi non lo ha ricevuto ha la possibilità di recuperarlo entro i 25 anni.

Perché non tutti si vaccinano già contro la meningite B?

Il focolaio che ha interessato adolescenti e giovani adulti riaccende interrogativi sull'opportunità di estendere la campagna vaccinale a queste categorie. Il Comitato Congiunto per l'Infezione da Meningococco (Jcvi) ha a lungo dibattuto sulla questione concludendo che sebbene la vaccinazione potesse risultare economicamente vantaggiosa, "il grado di incertezza riguardo alla durata della protezione contro l'acquisizione della colonizzazione meningococcica ha impedito di formulare una raccomandazione". In altre parole, non sono emerse prove sufficienti che una campagna sugli adolescenti avrebbe portato nel complesso più benefici che danni. Il Ministero ha ora chiesto all'organismo di rivedere il proprio parere sul vaccino contro il meningococco B.

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Il vaccino contro la meningite B protegge per tutta la vita?

Un altro interrogativo riguarda la durata dell"'ombrello" offerto dal vaccino. Interpellato dal Science Media Centre, Adam Finn, professore emerito di pediatria all'Università di Bristol, ha dichiarato: "La protezione offerta dal vaccino dura per alcuni anni, ma non per sempre". Di diverso parere è l'opinione di Johnjoe McFadden, professore emerito all'Università del Surrey. "Il vaccino, somministrato in due dosi, a distanza di almeno quattro settimane, offre una protezione completa", ha dichiarato.

Quali sono i rischi per l'Unione Europea?

Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), il rischio che l'epidemia di meningite che sta avendo luogo in Gran Bretagna possa estendersi all'Unione Europea è "molto basso, data la bassissima probabilità di esposizione e infezione". L'agenzia europea afferma che le infezioni, dovute al batterio Neisseria meningitidis, in genere causa focolai circoscritti "a piccoli gruppi attorno ai casi accertati o in luoghi dove si radunano molte persone".

 

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