Meningite: cos’è, quali sono i sintomi, come si trasmette e i vaccini disponibili

Salute e Benessere
©IPA/Fotogramma

Introduzione

La meningite è un’infiammazione delle meningi, le membrane che avvolgono cervello e midollo spinale. Nella maggior parte dei casi ha origine infettiva e può essere causata da virus, batteri o funghi. Come spiegano gli specialisti di Humanitas, la forma virale è la più frequente e generalmente meno grave, mentre quella batterica è più rara ma può avere conseguenze molto più serie, anche fatali. Per questo riconoscere i sintomi e conoscere le misure di prevenzione è fondamentale.

Quello che devi sapere

Che cos’è la meningite e come si trasmette

La meningite, come detto, è un’infiammazione acuta delle meningi. La maggior parte delle forme di meningite non sono contagiose. Quando si tratta di quelle che possono trasmettersi da persona a persona, il contagio avviene generalmente attraverso un contatto stretto e prolungato con un soggetto malato. L’infezione viene trasmessa attraverso le goccioline di saliva che possono essere disperse tramite starnuti, colpi di tosse o mentre si parla.

Medico

I soggetti più colpiti

La meningite può colpire chiunque, ma alcune categorie risultano più esposte. La malattia è infatti più frequente nei neonati e nei bambini nei primi anni di vita, oltre che nelle persone con sistema immunitario indebolito, come anziani o malati. 

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La sintomatologia

La meningite può manifestarsi con diversi sintomi, che spesso compaiono in modo improvviso. Tra i segnali più comuni ci sono la febbre alta, il mal di testa intenso e la rigidità della parte posteriore del collo, cioè la difficoltà o il dolore nel piegare la testa in avanti. Possono comparire anche nausea o vomito, sonnolenza e, nei casi più gravi, convulsioni.

 

Febbre

I sintomi nei più piccoli

Nei lattanti può essere presente anche un rigonfiamento della fontanella anteriore, la zona morbida nella parte superiore della testa.
Nei neonati e nei bambini molto piccoli, tuttavia, alcuni sintomi possono essere meno evidenti o presentarsi in modo diverso rispetto agli adulti. In questi casi è importante prestare attenzione a segnali come scarso appetito, irritabilità, sonnolenza insolita o febbre, che possono indicare una fase iniziale della malattia e richiedono una valutazione medica tempestiva.

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Le cause

La meningite può essere causata da virus, batteri o funghi. La forma virale è la più diffusa e, nella maggior parte dei casi, ha un decorso meno grave. Più rara, ma potenzialmente molto più seria, è invece la meningite batterica, che può evolvere rapidamente e provocare complicanze importanti, fino a risultare fatale o lasciare danni permanenti.

Pronto soccorso

I batteri responsabili della meningite

Tra i batteri che più frequentemente provocano la meningite batterica figurano lo Streptococcus pneumoniae o Pneumococco, la Neisseria meningitidis o Meningococco e l’Haemophilus influenzae tipo b (Hib) o Emofilo. Con l’introduzione della vaccinazione, i casi causati da quest’ultimo batterio si sono ridotti in modo significativo. Nei neonati, invece, la meningite batterica è più spesso associata ad altri microrganismi, tra cui Streptococco di gruppo B, Escherichia coli e Listeria monocytogenes.

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Meningite batterica: come si tratta

Come spiegato in un approfondimento pubblicato su Epicentro, a cura dell’Istituto superiore di sanità, il trattamento della meningite batterica si basa soprattutto sulla terapia antibiotica. L’identificazione e caratterizzazione del batterio che causa la malattia è importante sia per orientare la terapia antibiotica del paziente, sia per definire se è necessaria la profilassi dei contatti.

Antibiotico

Prevenzione e vaccinazione

In caso di meningite da meningococco e, in misura minore, da Haemophilus influenzae b, i contatti stretti del malato hanno un rischio maggiore di ammalarsi rispetto alla popolazione generale. Per questo può essere indicata la profilassi antibiotica. In Italia, la vaccinazione contro l’Haemophilus influenzae di tipo b rientra da anni tra quelle offerte ai nuovi nati. Sono inoltre disponibili vaccini contro alcuni sierotipi di pneumococco e alcuni sierogruppi di meningococco. Per lo pneumococco, accanto al vaccino polisaccaridico 23-valente, sono oggi disponibili diversi vaccini coniugati a valenza più ampia. Per il meningococco, sono disponibili vaccini contro il sierogruppo B e vaccini coniugati contro i sierogruppi A, C, W e Y.

Vaccino
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Vaccini contro il meningococco: quando si somministrano

Come detto, la prevenzione della meningite causata dal meningococco si basa soprattutto sulla vaccinazione. Come spiegano gli specialisti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, sono raccomandati i vaccini coniugati, che proteggono dalle principali forme di meningite provocate da questo batterio. I vaccini vengono somministrati per via intramuscolare. Per quanto riguarda il calendario vaccinale pediatrico, il vaccino contro il meningococco B è generalmente somministrato in tre dosi, a 3 mesi, 5 mesi e 15 mesi di vita. Il vaccino coniugato tetravalente contro i sierogruppi A, C, W e Y è invece indicato dopo il primo anno di vita, con somministrazione ad almeno 12 mesi compiuti, e richiamo a partire dal compimento del 12esimo anno di età. 

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