Virus Chikungunya, le nuove linee guida per il vaccino: sintomi e Paesi a rischio

Salute e Benessere
©IPA/Fotogramma

Introduzione

La Società Italiana di medicina dei viaggi e delle migrazioni (Simvim) spinge per inserire la vaccinazione contro il virus della Chikungunya tra le regole da osservare prima di partire verso le mete dove è in corso un’epidemia o comunque che sono a rischio: Cuba, il Brasile e altri Stati dell’America Latina, ma anche molte zone dell’Asia, tra cui l’India e alcune aree della Cina. Ecco che cos’è il virus e cosa consigliano gli esperti.

Quello che devi sapere

Che cos’è il virus da Chikungunya

Il termine Chikungunya in lingua swahili significa letteralmente “colui che cammina storto”, oppure secondo altre traduzioni “ciò che contorce”. Un'immagine che “descrive perfettamente i dolori articolari invalidanti causati da questa patologia”, spiega Alberto Tomasi, già direttore del Dipartimento di Prevenzione dell'Azienda Usl Toscana Nord Ovest e past president della Simvim. Si tratta di una malattia virale, i cui sintomi principali sono la febbre e i citati forti dolori, che viene trasmessa all’uomo da zanzare infette, in particolar modo da quelle del genere Aedes.

 

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I sintomi

Sul portale dell’Iss si spiega che l’incubazione è “variabile”: in media è di 3-7 giorni, ma può arrivare fino a un massimo di 12. Soltanto dopo si manifestano “improvvisamente” febbre e dolori alle articolazioni che limitano i movimenti degli infetti. Chi viene colpito tende “a rimanere assolutamente immobili e assumere posizioni antalgiche”. Altri sintomi possono includere mal di testa, affaticamento e rash cutaneo. Nella stragrande maggioranza dei casi i pazienti si riprendono completamente, ma è possibile che i dolori articolari si protraggano per mesi o per anni. Solo raramente il virus porta con sé complicanze gravi, che colpiscono principalmente gli anziani, per cui la malattia può essere anche una concausa di morte. 

 

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Chi dovrebbe vaccinarsi contro la Chikungunya

Simvim, in collaborazione con Siti (Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica) ha quindi stilato e pubblicato negli scorsi giorni delle nuove linee guida per la prevenzione del virus. Il documento non raccomanda solo la vaccinazione a chi viaggia verso zone con epidemie, ma la consiglia anche per chi soggiorna in aree dove nei cinque anni precedenti vi è stata una evidenza di trasmissione del virus, specie per coloro che hanno più di 65 anni o comorbidità.

Profilassi anche per chi viaggia frequentemente in aree a rischio

“A differenza di indicazioni promulgate in altri Paesi”, nel documento della Simvim “non vengono poste tempistiche minime di soggiorno in aree a rischio per raccomandare la profilassi”, spiega Andrea Rossanese, presidente Simvim e responsabile Travel clinic del Centro di Malattie tropicali dell'Irccs Sacro Cuore Don Calabria di Negrar di Valpolicella. Si sottolinea invece “che la puntura di zanzara può verificarsi in ogni momento, indipendentemente dalla durata del soggiorno”. Emerge quindi “l'importanza di considerare il rischio legato ai soggiorni in zone endemiche come un fattore cumulativo prospettico: ciò implica che la profilassi debba essere valutata attentamente non solo per i singoli viaggi di lunga durata, ma anche per i viaggiatori che si recano frequentemente in aree a rischio, accumulando nel tempo una probabilità di esposizione significativa".

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Il cambiamento climatico e la prevenzione come difesa

Le nuove raccomandazioni si pongono l’obiettivo di trasformare la prevenzione della Chikungunya “da una gestione emergenziale a una difesa strutturata, capace di rispondere sia alle esigenze dei viaggiatori internazionali sia alla protezione della collettività dai focolai autoctoni, confermando l'impegno dell'Italia nel contrasto a minacce virali che non possono più essere considerate distanti”. Anche perché, sottolineano gli esperti, “complici i cambiamenti climatici”, la prevenzione è diventata “cruciale anche per evitare focolai autoctoni in Europa”.

Rivolgersi a un medico almeno 15 giorni prima del viaggio

Ecco quindi che ai viaggiatori a rischio Simvim consiglia di rivolgersi “almeno 15 giorniprima della partenza a un ambulatorio dedicato per la medicina dei viaggiatori del proprio territorio”: ce ne sono oltre 200 punti sparsi su tutto il territorio nazionale. La raccomandazione principale è di sottoporsi a “un nuovo vaccino monodose ben tollerato”.

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Il nuovo vaccino contro la Chikungunya

Sul sito del Centro Diagnostico Italiano viene spiegato che “dal 30 ottobre 2025 è disponibile anche in Italia il primo vaccino ricombinante contro l’infezione da virus Chikungunya”. Si tratta di un vaccino “adiuvato, a base di particelle simil virali”, formulato in dose unica per somministrazione per via intramuscolare.

Link utili

Di segutio una serie di link utili raccolti da Simvim:

 

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