Onotri (Smi): "Manovra? Non sono previste risorse per medici"

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"Si sta andando incontro, a grandi passi, verso la non erogabilità dei livelli essenziali d’assistenza e la ingovernabilità del Servizio Sanitario Nazionale", ha aggiunto il segretario

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Pina Onotri, segretario generale del Sindacato Medici Italiani (Smi), è intervenuta per commentare l’approvazione dell’emendamento proposto da Fratelli d’Italia in Commissione Affari sociali della Camera, che dispone la possibilità per i medici e i docenti universitari di medicina di poter restare in servizio sino al compimento del 72° anno d’età. In una nota Onotri afferma: "L’approvazione di un emendamento della maggioranza parlamentare in Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati alla legge di bilancio 2023, che stabilisce l’innalzamento dell’età pensionabile a 72 anni per i medici dipendenti e convenzionati del Servizio Sanitario Nazionale, seppure in forma volontaria, rappresenta il tratto regressivo di questa manovra e certifica che non sono previste risorse per i medici, né tanto meno progetti concreti".

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Secondo Onotri, "si sta andando incontro, a grandi passi, verso la non erogabilità dei livelli essenziali d’assistenza e la ingovernabilità del Servizio Sanitario Nazionale", nel mentre che "sono iniziati i lavori per realizzare le opere previste dal Pnrr, ospedali di comunità e case della salute per il cui funzionamento saranno necessari nuovi medici". Il tutto davanti all’evidente carenza, ormai strutturale "di medici della medicina generale e di quelli delle specialistiche ospedaliere". Problema che riguarda tutto il Paese. Quello davanti è un orizzonte fosco per il segretario, che ricorda anche il "via libera della Conferenza Stato-Regioni all’intesa al riparto delle risorse (a valere sul fondo sanitario nazionale e quindi non aggiuntive) della misura prevista dalla legge di bilancio per l’assunzione di personale per le nuove strutture dell’assistenza territoriale (Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Unità di continuità assistenziale e Centrali operative territoriali) che non prevede ulteriori risorse per i medici".

Onotri: "Governo ci ascolti"

"Siamo basiti dal modo in cui, dopo la pandemia, si stanno affrontando le criticità del nostro Ssn", commenta ancora Onotri. Il segretario ribadisce che per i medici occorrono delle remunerazioni in linea con quelle europee, "unitamente ad uno stop dell’impiego di cooperative e soggetti privati che determineranno aumenti dei costi e un impatto sfavorevole sull’organizzazione dei servizi sanitari, per fermare la fuga dei medici dal Ssn. Il Governo ci ascolti, oppure saremo costretti a proclamare lo stato di agitazione e lo sciopero per difendere i diritti dei medici e l’unitarietà delle prestazioni mediche e sanitarie del nostro Paese", ha concluso.

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