In base ai dati raccolti da ProntoPro, nel 2025 l’87% delle richieste di supporto psicologico sulla piattaforma ha riguardato sedute in studio, in aumento rispetto al 2024. Tra i principali motivi che spingono a rivolgersi ad uno psicologo ansia e stress che colpiscono soprattutto i giovani tra i 18 e 24 anni e gli adolescenti
Negli ultimi anni, la psicologia online si è affermata come una modalità sempre più diffusa per chiedere supporto, ampliando le possibilità di accesso alla cura, riducendo le barriere logistiche e, talvolta, affiancando il percorso tradizionale in studio. Nonostante la crescente disponibilità di piattaforme digitali e strumenti per le sedute a distanza, però, la maggior parte delle persone continua a scegliere il percorso psicologico in presenza, una preferenza che nel 2025 non solo si è confermata, ma è anche cresciuta rispetto all’anno precedente. Ansia, stress e paure sono emerse come le principali motivazioni che spingono le persone a rivolgersi a uno psicologo
I dati raccolti da ProntoPro
A evidenziarlo sono i dati di ProntoPro, il marketplace di riferimento per i servizi professionali che mette in contatto domanda e offerta, dai quali emerge che nel 2025 l’87% delle richieste di supporto psicologico sulla piattaforma ha riguardato sedute in studio, in aumento di un punto percentuale rispetto al 2024. Al contrario, le richieste di supporto online scendono al 13%, rispetto al 14% dell’anno precedente.
"In un momento in cui la telemedicina avanza e siamo abituati a fare quasi tutto da uno schermo, le persone continuano (e tornano) a scegliere il professionista in presenza. La terapia online ha un valore enorme, ma quando la necessità di farla da remoto non c'è, le persone cercano ancora il contatto fisico", commenta Başak Taşpınar Değim, Co-CEO di ProntoPro. "Mi sembra un segnale importante, che va ben al di là della psicologia - aggiunge - Viviamo in un'epoca in cui la tecnologia è ovunque e rivoluziona ogni aspetto della vita quotidiana. Eppure, proprio in questo contesto, stiamo riscoprendo quanto le relazioni umane siano insostituibili. Non “nonostante la tecnologia”, ma anche grazie a essa: perché strumenti digitali ben progettati possono liberare tempo, semplificare passaggi e mettere le persone in contatto più facilmente".
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Ansia e stress le principali motivazioni per cui si va dallo psicologo (41%), soprattutto tra i giovani
Nel 2025, ansia, stress e paure sono emerse come le principali motivazioni che spingono le persone a rivolgersi a uno psicologo. Secondo i dati ProntoPro.it, oltre quattro richieste su dieci (41%) sono legate a queste problematiche, una quota in crescita di tre punti percentuali rispetto al 2024. Scendendo nel dettaglio anagrafico, emerge con particolare evidenza il disagio delle fasce più giovani: tra i 18 e i 24 anni, infatti, la percentuale di richieste riconducibili ad ansia, stress e paure sale al 46% (cinque punti percentuali in più rispetto alla media nazionale). Anche tra gli adolescenti il fenomeno appare in crescita: il 36% delle richieste è legato a queste tematiche, con un aumento di tre punti percentuali rispetto all’anno precedente. Numeri che restituiscono l’immagine di una generazione alle prese con un senso diffuso di precarietà emotiva.
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Relazioni, coppia e fragilità emotive: la terapia come spazio di equilibrio nelle diverse fasi della vita
Nel 2025 è cresciuta anche l’attenzione verso il benessere relazionale e la qualità dei legami. I servizi legati allo psicologo di coppia registrano infatti un aumento del 27% su base annua, un segnale chiaro di come le difficoltà nelle relazioni vengano sempre più riconosciute come un tema da affrontare con il supporto di un professionista.
Imparare a stare bene con l’altro, oltre che con se stessi, emerge come una priorità trasversale, che accompagna le diverse fasi della vita. A distinguersi è in particolare la fascia tra i 25 e i 34 anni, per la quale i problemi relazionali rappresentano la seconda motivazione che spinge a intraprendere un percorso di terapia (15%, la quota più alta tra tutte le fasce d’età). Nel gruppo tra i 35 e i 49 anni, invece, a emergere sono le problematiche di coppia. Salendo con l’età, cambiano invece le esigenze di supporto. Tra i 50 e i 64 anni, la richiesta di aiuto psicologico si concentra soprattutto su eventi traumatici come lutti, malattie o esperienze di violenza. Infine, quando si parla di depressione, sono gli over 65 a ricorrere più frequentemente allo psicologo.
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L’inizio dell’anno si conferma una fase chiave per il benessere mentale, complice il rientro dalla pausa delle festività, le riflessioni legate ai nuovi inizi e una maggiore propensione a rimettere ordine nelle proprie priorità personali e relazionali. Nel 2025, gennaio si è infatti affermato come il mese di picco per i servizi psicologici, concentrando il 13% delle richieste totali annuali. Una tendenza che sembra trovare conferma anche all’inizio del 2026: la proiezione per gennaio registra infatti un aumento del 10% delle richieste rispetto allo stesso mese del 2025.
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Accanto al supporto psicologico, nel 2025 si è consolidato come strumento sempre più diffuso di sviluppo personale e professionale anche il ruolo del life coaching: figura specializzata nell’accompagnare individui e professionisti nel definire obiettivi chiari, superare blocchi e costruire piani d’azione concreti, lavorando su consapevolezza, motivazione e autonomia. Anche nel caso del life coaching, gli incontri in presenza risultano i più scelti dagli utenti: 56%, contro il 44% di chi preferisce fare le sessioni online.
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Metodologia di ProntoPro
I dati presentati derivano dall’analisi delle richieste di servizi di psicologia e life coaching effettuate dagli utenti di ProntoPro nel 2024, 2025 e a gennaio 2026. L’elaborazione considera la modalità di fruizione (in presenza o online), le principali motivazioni alla base della richiesta, le fasce d’età e l’andamento stagionale della domanda, con un confronto tra il 2025 e il 2024 e tra gennaio 2026 e gennaio 2025.