Covid, Omicron: isolata per la prima volta in Italia Xj, equivalente a Xe

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Individuata in una struttura facente parte dell'Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, la sequenza è stata isolata in due casi di soggetti positivi al coronavirus. Secondo le prime ipotesi, “Xj”, “equivalente di Xe, non fa seguito ad una mutazione del virus ma, più precisamente, ad una fusione di componenti genetiche di Omicron”, hanno spiegato gli esperti. Fino ad oggi era conosciuta solo per un numero limitato di casi rilevati, alla fine del marzo scorso, in Finlandia e anche in Thailandia

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Una nuova variante di Omicron è stata isolata, per la prima volta, in Italia, dagli esperti di un laboratorio di Reggio Calabria. È stata ribattezzata “Xj”, in quanto “equivalente a Xe”, mutazione ricombinante della stessa Omicron, un mix dei ceppi BA.1 e BA.2, recentemente scoperta nel Regno Unito. Validata anche dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss), “Xj” è stata individuata da una struttura facente parte dell'Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria e, come detto, potrebbe rappresentare una ricombinazione delle sotto-varianti di Omicron BA.1 e BA.2. Fino ad oggi era conosciuta solo per un numero limitato di casi rilevati, alla fine del marzo scorso, in Finlandia e anche in Thailandia.

Le prime valutazioni

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In particolare, “Xj” è stata isolata dal laboratorio calabrese diretto da Maria Teresa Fiorillo, riscontrata in due casi di soggetti positivi al coronavirus. Secondo le prime ipotesi, “la sequenza isolata nei due casi rilevati di Xj, equivalente di Xe, non fa seguito ad una mutazione del virus ma, più precisamente, ad una fusione di componenti genetiche di Omicron”, hanno spiegato gli esperti, e per questo non è stata depositata nelle banche dati internazionali. Tra l’altro, sempre in base alle prime valutazioni, sembra che a carico di "Xj" sia stata rilevata anche una maggiore contagiosità.

In Italia l'80% dei casi è da sotto-variante Omicron BA.2

Intanto, sempre a proposito di varianti del virus Sars-Cov-2, in Italia, attualmente, l’80% dei casi di Covid-19 risultano essere provocati dalla sotto-variante BA.2 della variante Omicron. Mentre non è stata ancora rilevata, nel nostro Paese, alcuna sequenza della sotto-variante Xe, scoperta per la prima volta nel Regno Unito il 19 gennaio scorso. Lo hanno indicato le analisi compiute dai ricercatori del Ceinge-Biotecnologie avanzate, basate sui dati delle banche dati Gisaid e Ncbi Virus, in cui sono depositate le sequenze genetiche. “Le stime degli ultimi 15 giorni indicano che, in Italia, Omicron rappresenta quasi il 100% delle sequenze pubblicate, con BA.2 attestata a circa l'80%”, ha commentato Angelo Boccia, che ha elaborato i dati e che lavora nel gruppo di Bioinformatica del Ceinge.

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