Usa, obesità in aumento del 3% solo nel primo anno di pandemia

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In uno studio su vasta scala che ha coinvolto oltre 3,5 milioni di individui negli Stati Uniti, i ricercatori hanno potuto constatare come l'obesità sia risultata del 3% più prevalente nell'anno che è andato da marzo 2020 a marzo 2021, rispetto allo stesso periodo del 2019, ovvero prima dell’inizio della pandemia

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La diffusione del coronavirus e la conseguente situazione di pandemia stanno gravando in maniera significativa sulla bilancia delle persone, con particolare riferimento agli Stati Uniti dove solo nel primo anno di presenza del Covid-19 sono aumentati del 3% i soggetti obesi ed il peso medio è cresciuto dello 0,6%.

Oltre 3,5 milioni di persone coinvolte

approfondimento

Obesità, processi immunitari possono determinarne il decorso

Lo ha sottolineato proprio uno studio condotto negli Usa, il primo realizzato su vasta scala e considerando una popolazione complessiva coinvolta di oltre 3,5 milioni di individui. Il lavoro di ricerca, i cui esisti sono stati pubblicato sull'”American Journal of Preventive Medicine”, è stato coordinato da Brandon Restrepo, esperto del Department of Agriculture, Economic Research Service, Food Economics Division - Diet, Safety and Health Economics Branch, situato a Washington. Nell’ambito dello studio il campione di individui preso in considerazione è stato monitorato per parecchi anni, anche prima dell’emergenza Covid, per un lasso temporale di circa 10 anni. Dagli approfondimenti degli esperti, è emerso come l'obesità sia risultata il 3% più prevalente nell'anno che è andato da marzo 2020 a marzo 2021, rispetto allo stesso periodo del 2019, ovvero prima dell’inizio della pandemia. Lo studio, tra l’altro, ha dimostrato anche che, sempre nel primo anno di pandemia, è aumentato il consumo di snack e di alcolici e che molti individui hanno cercato di smettere di fumare, condizione in assoluto positiva ma spesso e volentieri associata ad un aumento del peso corporeo.

Stress, ansia e sedentarietà

Lo studio, come riferito in conclusione dai ricercatori, ha confermato su vasta scala quanto già emerso in precedenti studi, basati però su campioni più ristretti di individui, ovvero che il Covid, tra ansia, stress, sedentarietà e dieta non idonea ha contribuito ad allargare il problema del sovrappeso e dell'obesità, oltre a quanto già succede normalmente a livello globale.

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