Covid, Crisanti: “Presto per prendere posizione sulla quarta dose”

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Lo ha detto all’Adnkronos Salute il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell'università di Padova. “Non lo sa nessuno questa quarta dose che impatto possa avere”, ha riferito. Ed “è troppo presto perché l'Ue possa dare una posizione univoca al riguardo”, ha spiegato, in controtendenza con quanto chiesto dal ministro Speranza, al termine del Consiglio dei ministri europei della Salute, svoltosi a Bruxelles nelle scorse ore

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E’ il tema della quarta dose di vaccino anti-Covid uno dei più dibattuti tra gli esperti della comunità scientifica, anche a livello globale. In Italia, da un lato, il ministro della Salute Roberto Speranza ha chiesto che l’Europa assuma una posizione univoca, mentre c’è chi chiede ancora tempo. E’ il caso di Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell'università di Padova. “Non lo sa nessuno questa quarta dose che impatto possa avere”, ha detto all’Adnkronos Salute, considerando l’aumento della protezione e valutando se abbia senso allargare la campagna di immunizzazione oltre ai soggetti più fragili.

Le incognite da sciogliere

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Secondo Crisanti, al momento, “è troppo presto perché l'Ue possa dare una posizione univoca al riguardo”, ha ribadito, in controtendenza con quanto chiesto da Speranza, al termine del Consiglio dei ministri europei della Salute, svoltosi a Bruxelles nelle scorse ore. E proprio nel giorno in cui gli Stati Uniti hanno dato il via libera al secondo booster per gli over 50 e per alcuni gruppi di immunocompromessi. Cosa va ancora valutato? Per Crisanti, in sostanza, esistono ancora incognite da sciogliere sulla quarta dose. “Io dico solo una cosa: se prendiamo una decisione così affrettata facciamo proprio un regalo a Pfizer e alle altre aziende”, ha sostenuto il professore.

L’isolamento e i tamponi rapidi fai da te

Un elemento su cui Crisanti concorda è quello che continuerà a prevedere l’isolamento per le persone positive al Covid-19, anche dopo l'entrata in vigore, dal primo aprile, delle nuove regole che riguarderanno il nostro Paese dopo la fine dello stato d'emergenza. “E' anche questo un modo per proteggere i vulnerabili dal contagio. E quindi in questo senso è giusto continuare su questa linea”, ha detto ancora. Secondo l'esperto, quindi, è stata una mossa corretta quella del ministero della Salute che, nei giorni scorsi, ha precisato che sull'isolamento dei contagiati da Sars-CoV-2 varrà quanto previsto dalla circolare ministeriale del 4 febbraio scorso. Ovvero che i positivi dovranno aspettare 7 giorni (salgono a 10 se non si è vaccinati) prima di eseguire un test che dovrà risultare negativo per poter porre fine alla quarantena. “Sicuramente penso che sia meglio che i positivi stiano a casa”, ha sottolineato Crisanti. Proprio a proposito dei tamponi, come riporta l’Huffington Post, per l’esperto “in questa fase, fare il tampone rapido a casa non ha veramente senso. Penso che l'unica cosa per cui serva in questo momento fare il test è proteggere i fragili e in questo caso bisogna fare il tampone molecolare. Il resto sono soldi buttati”, ha riferito.

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