Covid, Ricciardi: “In 8 giorni fuori dalla pandemia se testiamo tutti”

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Lo ha suggerito, in un'intervista concessa al quotidiano "La Repubblica", l'esperto di sanità pubblica, consulente del ministro alla Salute Roberto Speranza e ordinario di Igiene Pubblica alla Cattolica di Roma, per uscire dall’emergenza sanitaria. "È un’operazione che tutti dicono sia impossibile ma i cinesi, per un caso, testano 10 milioni di persone. Noi con 200mila potremmo ben testare 60 milioni di italiani”, ha detto

“Oltre a vaccinare tutti, bisognerebbe fare i tamponi alla stragrande maggioranza degli italiani e isolare gli infetti. Se ne uscirebbe in 8 giorni. È un’operazione che tutti dicono sia impossibile ma i cinesi, per un caso, testano 10 milioni di persone. Noi con 200mila potremmo ben testare 60 milioni di italiani”. E’ l’ipotesi suggerita al quotidiano “La Repubblica” da Walter Ricciardi, esperto di sanità pubblica, consulente del ministro alla Salute Roberto Speranza e ordinario di Igiene Pubblica alla Cattolica di Roma, per uscire dall’emergenza sanitaria legata al Covid-19.

La vaccinazione a over 50 e ai bambini

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Il nostro Paese, anche grazie all’introduzione di misure come il Green Pass, “ha fatto molto bene”, ha sottolineato Ricciardi. Ma adesso, “vanno rafforzate due cose: la vaccinazione a over 50 e ai bambini. Bisogna fare le somministrazioni nelle scuole, come la Puglia che infatti ha le percentuali migliori”, ha detto. Ma non è tutto. Occorre, inoltre, “puntare sulla ventilazione nelle scuole. È giusto tenerle aperte, ma va fatto in sicurezza. Se la scuola è ben organizzata diventa un posto più sicuro di alcuni di quelli dove passano il loro tempo gli studenti, specie nei contesti più disagiati. In generale, fuori dalla scuola si possono creare più facilmente situazioni a rischio contagio”, ha spiegato l’esperto.

Cosa attendersi dai prossimi mesi

Esistono comunque ambiti da migliorare, nella lotta alla pandemia di coronavirus. “Non abbiamo un adeguato sistema di testing e tracciamento. Se vuoi evitare i contagi, li devi identificare prima. È come un incendio, va spento quando c’è il piccolo fuocherello, sennò dilaga. Ma noi ancora non lo abbiamo capito. Così abbiamo una pandemia virale, economica, sociale e mentale. Andiamo verso ondate che si susseguono”, ha sottolineato il professore. Ma qualche spiraglio di miglioramento, rispetto all’attuale ondata, c’è. “Non è ancora chiaro ma forse sì, lentamente si va verso la fine. Speriamo che l’ondata si esaurisca a febbraio”, ha previsto Ricciardi. Cosa attendersi per i prossimi mesi? “Avremo, se non allentiamo troppo le misure, una primavera discreta e un’estate ottima e quindi un autunno di difficoltà. Entreremo in un circolo vizioso se appunto le Regioni non migliorano il sistema di tracciamento e di testing”. E per frenare definitivamente la variante Omicron, ci sono due vie. “O fai la mitigazione o il contenimento. Se scegli la prima sei sempre indietro. Ma una malattia come questa, con una tale mortalità e contagiosità non la devi inseguire, bensì anticipare, anche prendendo decisioni impopolari prima”, ha poi concluso.

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