Covid, ecco perché l’Oms non ha ancora autorizzato i vaccini cubani

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Abdala, Soberana 02 e Soberana Plus sono alcuni dei vaccini che Cuba ha sviluppato e prodotto, ma che nonostante studi preliminari che ne confermano l’efficacia, non sono ancora stati autorizzati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Tra i motivi legati a questa situazione, gli standard che la stessa Oms richiede per gli impianti in cui devono essere prodotti i vaccini e che, secondo le autorità cubane, non sarebbero equi

I vaccini sviluppati e prodotti a Cuba, Paese che vanta uno tra i più alti tassi di vaccinazione al mondo, hanno dimostrato, almeno secondo studi preliminari, di poter funzionare contro il Covid-19 e, per la tecnologia che sfruttano, potrebbero anche aiutare molti Paesi a basso reddito nella lotta alla diffusione del coronavirus. Si tratta, infatti, di vaccini a “subunità proteica”, dal momento che usano “composti proteici” del virus. Come riferito dalla Cnbc, questi vaccini “sono economici da produrre, possono essere fabbricati su vasta scala e non richiedono il congelamento profondo”. Ma, ad oggi, non sono ancora stati autorizzati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), per un problema legato agli standard che la stessa Oms richiede per gli impianti in cui devono essere prodotti i vaccini e che, secondo le autorità locali, non sarebbero standard equi.

Il punto della situazione

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Cosa succede, allora? Il “Corriere della Sera” ha fatto il punto della situazione, spiegando che gli stessi vaccini a subunità proteica necessitano di più tempo per essere fabbricati, rispetto a quelli a Rna messaggero attualmente in uso. Ma non solo, perchè sono stati sperimentati in meno Paesi, anche considerato l’isolamento politico che riguarda Cuba. Dunque, la sperimentazione medica, in generale, ha richiesto più tempo. L’Istituto Finlay, che nel Paese è un’istituzione per quanto riguarda la produzione dei vaccini umani, ha dichiarato che presenterà entro il prossimo aprile i dati e i documenti necessari per l’approvazione dell’Oms. E gli esperti cubani, come detto, hanno anche protestato contro l’Organizzazione Mondiale della Sanità, contestando a quest’ultima la volontà di allungare il processo di approvazione con l’introduzione di standard industriali non perseguibili per un Paese a basso reddito.

I vaccini cubani e la loro efficacia

A proposito della loro efficacia, i vaccini cubani hanno mostrato risultati incoraggianti, prosegue il “Corriere della Sera”. Di tutti e cinque quelli sviluppati nel Paese, tra cui Abdala, Soberana 02 e Soberana Plus, secondo uno studio preliminare non ancora sottoposto a revisione, proprio il vaccino Soberana 02 avrebbe fatto registrare un’efficacia superiore al 90% nella protezione contro l’infezione sintomatica dalla variante Delta, se inoculato “in combinazione con un vaccino correlato, una tecnologia particolare sviluppata dai centri di ricerca cubani”. Infatti, in base a quanto riportato anche dalla rinomata rivista scientifica “Nature”, una doppia dose di Soberana 02 viene combinate con una di Soberana Plus, vaccino che si basa solamente sulla proteina Rbd, conferendo così una protezione del 92,4% contro la variante Delta. Per quanto concerne il vaccino Abdala, che Cuba ha già iniziato ad esportare in Vietnam e nel secondo trimestre del 2022 dovrebbe essere esportato anche in Messico, secondo i ricercatori cubani avrebbe dimostrato un’efficacia superiore al 90%, sempre nei confronti della variante Delta. Mentre non sono ancora i dati che riguardano il comportamento nei confronti della variante Omicron.

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