Tumore della prostata, combinazione di due farmaci aumenta la sopravvivenza

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Si tratta del darolutamide e del docetaxel, utilizzati unitamente alla terapia androgenica. La combinazione, come hanno dimostrato i risultati dello studio di Fase III ARASENS, ha dimostrato di poter incrementare in maniera significativa la sopravvivenza globale rispetto al solo docetaxel utilizzato con la terapia androgenica, in particolare nei pazienti affetti da tumore alla prostata ormonosensibile metastatico

La combinazione del farmaco darolutamide con il docetaxel, unita alla terapia di deprivazione androgenica (ADT) ha dimostrato di poter incrementare in maniera significativa la sopravvivenza globale rispetto al solo docetaxel utilizzato con ADT nei pazienti affetti da tumore alla prostata ormonosensibile metastatico. Si tratta del risultato principale dello studio di Fase III ARASENS che ha valutato l'utilizzo di darolutamide, inibitore orale del recettore degli androgeni. Lo ha comunicato il colosso farmaceutico Bayer.

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Il darolutamide è un farmaco approvato già in numerosi Paesi nel mondo, tra cui anche gli Stati Uniti, l’Unione Europea, il Giappone e la Cina proprio per i pazienti a cui è stato diagnosticato un tumore della prostata resistente alla castrazione non metastatico, a rischio elevato di sviluppare metastasi. Il medicinale è stato sviluppato congiuntamente da Bayer e da Orion Corporation, azienda farmaceutica che lavora a livello globale. “Per i pazienti con tumore della prostata ormonosensibile metastatico si avverte una significativa esigenza di nuovi approcci terapeutici che migliorino i risultati dei trattamenti”, ha spiegato Scott Z. Fields, vicepresidente di Bayer's Pharmaceutical Division. “Lo studio Arasens è stato programmato per valutare se la combinazione di darolutamide con docetaxel con la terapia di deprivazione androgenica possa favorire l'aumento della sopravvivenza globale degli uomini con tumore della prostata ormonosensibile metastatico”, ha poi confermato.

Il secondo tumore per incidenza tra gli uomini

Il carcinoma prostatico, hanno sottolineato ancora gli esperti, risulta il secondo tumore per incidenza nella popolazione maschile, a livello mondiale. Le stime riferiscono che globalmente, nel 2020, siano stati 1,4 milioni gli uomini che hanno ricevuto una diagnosi di tumore della prostata e circa 375.000 siano deceduti a causa di questa patologia. Al momento della diagnosi, hanno concluso gli specialisti, la maggior parte dei pazienti presenta una malattia localizzata, ovvero limitata alla ghiandola prostatica, che può essere trattata con la chirurgia curativa oppure con la radioterapia. Nei casi di recidiva, ovvero quando la malattia si diffonde diventando metastatica, proprio la terapia di deprivazione androgenica risulta essere importante nel trattamento di questo tumore ormonosensibile.

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