Efsa, rischio per la salute dal bisfenolo A: “Ridurre la soglia di sicurezza”

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Secondo gli esperti dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare va diminuita la dose giornaliera tollerabile del composto (Bpa), impiegato nella produzione delle plastiche in policarbonato, utilizzate anche nei recipienti per uso alimentare. La nuova revisione, prodotta dopo una serie di studi legati agli effetti negativi del Bpa sul sistema immunitario, arriva dopo un precedente documento sul tema, datato 2015

“L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha rivalutato i rischi del bisfenolo A (Bpa) negli alimenti e propone di ridurre notevolmente la dose giornaliera tollerabile (Tdi) rispetto alla sua precedente valutazione nel 2015”. Lo si legge in un comunicato ufficiale pubblicato proprio dall’organo europeo sul proprio sito, dove viene spiegato che le conclusioni a cui sono arrivati gli esperti rientrano in un documento a carattere scientifico “aperto alla consultazione pubblica fino all'8 febbraio 2022”.

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Secondo l’Efsa, dunque, sarebbe consigliabile abbassare in modo significativo la dose giornaliera tollerabile per il bisfenolo A (Bpa), prodotto sin dagli anni '60 dello scorso secolo, una sostanza chimica molto utilizzata in tutti i paesi industrializzati, come spiega l’Istituto Superiore di Sanità (Iss). “È impiegato nella produzione delle plastiche in policarbonato, molto diffuse per le proprietà di trasparenza, resistenza termica e meccanica, utilizzate nei recipienti per uso alimentare, e nelle resine epossidiche che compongono il rivestimento protettivo interno presente nella maggior parte delle lattine per alimenti e bevande”, segnala l’Iss. Gli usi in campo non alimentare, ad esempio, vanno dalla carta termica degli scontrini ai dispositivi odontoiatrici. Per l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, dunque, esiste un rischio per la salute derivante dall'esposizione alimentare a questo composto. In base al parere degli esperti dell’Efsa, infatti, la dose giornaliera tollerabile, cioè la stima della quantità di una sostanza che può essere ingerita giornalmente nel corso della vita senza rischi apprezzabili, va abbassata a 0,04 nanogrammi per kg di peso corporeo. La precedente valutazione dell’Efsa, come detto risalente al 2015, aveva indicato 4 nanogrammi per chilo.

Nuovi studi sul tema

L'abbassamento del valore, precisano dall’Efsa, risulta dalla valutazione relativa a studi che non erano disponibili nel precedente parere, in particolare quelli sugli effetti negativi del Bpa sul sistema immunitario. Ora, riferendosi alle stime dell'esposizione dei consumatori al Bpa nella dieta, l'Efsa è arrivata alla conclusione che l'esposizione alimentare media al Bpa superi ampiamente il nuovo parametro, con possibili e potenziali problemi a lungo termine per la salute.

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