Trapianti: eseguito un prelievo multiorgano a cuore fermo nel Reggiano

Salute e Benessere
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L'intervento è stato effettuato presso l'Ospedale Civile di Guastalla da una squadra di 30 professionisti tra medici, infermieri e tecnici

All'Ospedale Civile di Guastalla, in provincia di Reggio Emilia, è stato effettuato con successo un prelievo multiorgano a cuore fermo con circolazione extracorporea. L'intervento, permesso grazie alla generosità della famiglia di una paziente deceduta, è stato eseguito da una squadra di 30 professionisti tra medici, infermieri e tecnici dell'Azienda Usl Irccs di Reggio Emilia, dell'Ospedale Bufalini di Cesena e dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna. Grazie a una lunga operazione chirurgica, che ha visto l'equipe medica impegnata dalla 6.30 del mattino alle 19.00, sono stati donati fegato e cornee.

L'intervento nel dettaglio

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Come spiegato in una nota del Servizio sanitario regionale, il prelievo è stato eseguito da una donatrice il cui cuore si era fermato, attraverso l'impiego dell'Ecmo (ExtraCorporeal Membrane Oxygenation), una specifica apparecchiatura che consente la circolazione sanguigna extracorporea e quindi l'ossigenazione degli organi. Nella procedura comune il prelievo di organi viene svolto a cuore battente, su un donatore in morte encefalica. In questo caso, invece, l'intervento è stato eseguito a cuore fermo e dopo l'accertamento del decesso è stata preservata la vascolarizzazione degli organi grazie alle procedure di perfusione extracorporea con Ecmo. "Non avremmo mai pensato di arrivare a eseguire questa procedura all’ospedale di Guastalla, ma ci siamo riusciti ed è una soddisfazione. A riprova che non si è mai troppo piccoli per fare la differenza. Dietro a questo tipo di intervento c'è un processo complicato per cui è necessario che alcune condizioni si verifichino in contemporanea e altre in maniera consequenziale", ha spiegato la dottoressa Uliana Ferrari, coordinatrice locale donazioni organi e tessuti. "Tutti i professionisti coinvolti hanno dedicato enorme impegno e attenzione perché quello che ci muove è la grande motivazione e il pensiero di contribuire con il nostro operato a dare nuova speranza, grazie al dono e alla generosità di alcune persone, a qualcuno che attende". La prima donazione di organi a cuore fermo in Emilia-Romagna è stata eseguita all'Ospedale di Parma nel 2016.

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