Covid: Rt in calo a 1,27 e incidenza ancora su a 73 casi per 100mila abitanti

Salute e Benessere
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E’ quanto emerge dalla bozza del report settimanale di monitoraggio prodotto dagli esperti del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss). L’indice Rt, rispetto a sette giorni fa, passa da 1,56 a 1,27 mentre risulta in salita l’incidenza: da 68 casi settimanali per 100mila abitanti, ha toccato quota 73

Secondo gli ultimi dati disponibili e relativi alla diffusione del coronavirus, in Italia l'indice Rt risulta in calo, passato dal valore di 1,56 della scorsa settimana a quello di 1,27 in questa. E' quanto emerge dalla bozza del report settimanale di monitoraggio prodotto dagli esperti del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss). Ancora in salita invece l'incidenza, passata in base a quanto emerso da 68 casi settimanali per 100mila abitanti a 73.

La situazione negli ospedali

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Per quanto riguarda ricoveri e terapie intensive, “l'attuale impatto della malattia Covid-19 sui servizi ospedalieri risulta limitato, tuttavia i tassi di occupazione e il numero di ricoverati in area medica e terapia intensiva sono in aumento”, si legge ancora nella bozza. La trasmissibilità stimata sui soli casi ospedalizzati, invece, “è sopra la soglia epidemica”. Gli esperti ifatti, oltre al calo dell'indice Rt, hanno osservato anche “una leggera diminuzione dell'indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero”.

I dati relativi alle Regioni

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Nell'ultima settimana di monitoraggio, hanno sottolineato ancora dal ministero della Salute e dall’Iss, 18 Regioni risultano classificate a rischio moderato, mentre le oltre 3 ovvero Lazio e le Province autonome di Bolzano e Trento, risultano a rischio basso. Undici Regioni nel Paese, poi, “riportano allerte di resilienza” ma nessuna, in particolare, “riporta molteplici allerte di resilienza”. Tra i dati in aumento, emerge dalla bozza, quello che riguarda il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (15.026 rispetto ai 12.683 di sette giorni fa). Quindi è stato segnalato come la percentuale dei casi rilevati attraverso l'attività di tracciamento dei contatti sia aumentata, seppur di poco, passando dal 32% rispetto al 30% della scorsa settimana. Sale, infine, anche la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi: si è raggiunta quota 47% rispetto al 46% del monitoraggio precedente. Il 21% è stato diagnosticato attraverso attività di screening.

La variante Delta è prevalente: “vaccinare e tracciare”

Secondo gli esperti, la circolazione della variante Delta continua a rimanere “largamente prevalente in Italia”. Ma la mutazione del virus è “dominante anche nell'Unione Europea ed è associata ad un aumento nel numero di nuovi casi di infezione pure in Paesi con alta copertura vaccinale”, emerge ancora dalla bozza. Il rapporto, quindi, sottolinea come “una più elevata copertura vaccinale ed il completamento dei cicli di vaccinazione possano rappresentare gli strumenti principali per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenute da varianti emergenti con maggiore trasmissibilità”. In quest’ottica, sarebbe “opportuno realizzare un capillare tracciamento e contenimento dei casi, mantenere elevata l'attenzione ed applicare e rispettare misure e comportamenti per limitare l'ulteriore aumento della circolazione virale”, hanno spiegato gli esperti.

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