Covid, Sileri: "No green pass alla francese, contagi ancora bassi"

Salute e Benessere
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Secondo il sottosegretario alla Salute è "giusto usare il Green Pass per stadi e discoteche, ma per i ristoranti no, a meno che non si arrivi a 30mila casi al giorno"

"No al Green Pass alla francese ora che i contagi sono ancora bassi, è da valutare in prospettiva per i grandi eventi se le ospedalizzazioni aumenteranno". Lo ha dichiarato Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, nel corso di un intervento alla trasmissione "L'Italia s'è desta" su Radio Cusano Campus. Secondo Sileri è "giusto usare il Green Pass per stadi e discoteche, per i ristoranti direi di no a meno che non si arrivi a 30mila casi al giorno". (VACCINO COVID: DATI E GRAFICI SULLE SOMMINISTRAZIONI IN ITALIA, REGIONE PER REGIONE)

Sileri: favorevole a green pass per stadi e discoteche

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Sileri è dunque favorevole all'utilizzo del green pass per permettere l'accesso ai luoghi pubblici dove si raggruppa un grande numero di persone, ma frena, per il momento, sul suo utilizzo per regolare l’accesso nei ristoranti. “Semmai potrebbe essere un’arma per mantenerli aperti qualora vi fosse un forte incremento dei casi”, ha dichiarato nel corso di una recente intervista con il Messaggero, definendo il certificato di vaccinazione come “un mezzo per non tornare indietro quando i contagi saranno più elevati”. Sulla possibilità che un vaccinato possa ammalarsi e contagiare altre persone, Sileri ha specificato che “nella stragrande maggioranza dei casi la carica virale è molto bassa, dunque chi è vaccinato e viene infettato assai raramente sviluppa sintomi gravi. Questo abbassa anche le probabilità che possa contagiare a sua volta le persone. Non si può escludere, ma avviene raramente”.

“Necessario rivedere il sistema dei parametri”

Sileri ha poi dichiarato di ritenere comprensibile il ragionamento dei vaccinati che, di fronte alla possibilità di un nuovo lockdown, guardano con fastidio alla prospettiva di doversi rinchiudere in casa per proteggere chi si è ostinato a non fare il vaccino. Dal suo punto di vista, il sistema dei parametri andrebbe rivisto nel giro di una o due settimane, così da tener conto di fattori come le vaccinazioni e la diffusione della variante Delta. “Pare ormai evidente che entro la fine del mese avremo 10mila casi al giorno. Cresceranno anche i ricoveri ora che una parte consistente della popolazione è stata immunizzata? Dobbiamo capirlo. Però i parametri vanno cambiati. Dovremo aumentare l’importanza del tasso di riempimento degli ospedali”.

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