Global Health Summit a Roma, Draghi: "Via barriere commerciali ingiustificate"

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L’evento è stato organizzato dall'Italia con la Commissione Ue, ed è stato presieduto dal presidente del Consiglio e da Ursula von der Leyen che ha detto: "L'obiettivo è assicurare i vaccini a tutti". Il premier: "L'Italia è favorevole alla sospensione temporanea dei brevetti". Poi, nel suo intervento finale, ha sottolineato: "Dobbiamo superare i confini se vogliamo affrontare le sfide dei nostri tempi". Al termine, l’approvazione della “Dichiarazione di Roma”

"La pandemia ha mostrato che dobbiamo superare i confini se vogliamo affrontare le sfide dei nostri tempi". Così il presidente del Consiglio Mario Draghi, in chiusura del Global Health Summit di Roma (IL PROGRAMMA), il vertice sul tema della salute a cui hanno partecipato i principali leader del pianeta. Durante il summit, il premier ha ricordato: "Dobbiamo vaccinare il mondo e farlo rapidamente". E, sempre sui vaccini, in chiusura dell'evento Draghi ha sottolineato: "Dobbiamo preservare il commercio transfrontaliero ed eliminare barriere commerciali ingiustificate e divieti generali di esportazione". Mentre la presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen, ha spiegato: "Dobbiamo garantire il nostro sistema sulla proprietà intellettuale", sottolineando tuttavia che "siamo d'accordo nell'usare tutte le flessibilità previste" dal sistema dei brevetti.  "L'Ue farà una proposta a inizio giugno all'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) per una terza via" sulla condivisione dei brevetti, ha quindi anticipato, "tre gli elementi: agevolazioni commerciali, sostegno a una maggiore produzione, chiarire e semplificare l'utilizzo di licenze obbligatorie in tempi di crisi".

Il summit e la "Dichiarazione di Roma"

L'evento è stato organizzato dall'Italia in partnership con la Commissione europea. La “Dichiarazione di Roma” che, a Villa Pamphili, ha concluso il Global Health Summit, è un vademecum al quale Paesi del G20, Ue e organizzazioni internazionali sono arrivate dopo un lungo lavoro diplomatico e che potrebbe costruire "un prima e un dopo" nell'approccio che i principali Stati del mondo avranno nella lotta alle pandemie, nell’ottica di una sanità più equa. "È un evento storico e speciale perché abbiamo tutti i Paesi del G20 impegnati con dei principi di base: il primo è il multilateralismo e un no molto chiaro al nazionalismo in tema sanitario. Le catene di fornitura devono essere aperte, un chiaro no ai divieti di esportazione", ha spiegato Von der Leyen. In futuro "potremmo avere bisogno di un trattato, di una forma più vincolante rispetto a questa Dichiarazione di Roma" sulla salute globale, ha però precisato il premier Draghi.

Draghi: “L’Italia è favorevole alla sospensione temporanea dei brevetti”

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I vaccini sono stati uno degli argomenti al centro del summit. "Probabilmente avremo bisogno di più cicli di vaccinazione in futuro, e aumentare la produzione è essenziale - ha detto Draghi aprendo i lavori - Una proposta è quella di introdurre una sospensione dei brevetti sui vaccini Covid-19. L'Italia è aperta a questa idea, in modo mirato, limitato nel tempo e che non metta a repentaglio l'incentivo ad innovare per le aziende farmaceutiche". Poi, a margine del summit, il premier ha risposto anche ad alcune domande sulla durata dell'uso delle mascherine: "Ancora un paio di mesi, dai...".

Draghi: “Ue ha esportato 200mln di vaccini, tutti tolgano i blocchi”

Sempre sui vaccini, il premier ha ricordato che "l'Ue ha esportato circa 200 milioni di dosi di vaccini in 90 Paesi, circa la metà della sua produzione totale. Tutti gli Stati devono fare lo stesso. Dobbiamo revocare i divieti generali di esportazione soprattutto verso i Paesi più poveri". "La crisi globale non è finita - ha poi avvertito il presidente del Consiglio - Dobbiamo agire in fretta, altrimenti questi costi umani, economici e sociali rischiano di salire ancora in modo significativo". "Più di 3,4 milioni di persone sono morte a causa del virus secondo i dati ufficiali, ma il bilancio delle vittime è sicuramente molto più alto - ha ricordato Draghi - L'anno scorso, l'equivalente di 255 milioni di posti di lavoro a tempo pieno sono andati persi a livello globale". 

Draghi: “Aziende italiane per produrre i vaccini in Africa”

Draghi ha poi annunciato che "l'Italia accoglie con favore l'iniziativa della Commissione Europea volta a produrre vaccini e prodotti sanitari nei Paesi a basso e medio reddito. Vogliamo coinvolgere le nostre aziende farmaceutiche e i nostri centri di ricerca per sostenere la produzione, in particolare in Africa. E lo faremo insieme ad altri paesi partner, tra cui Francia e Germania". Poi sul nostro Paese ha aggiunto: "L'Italia è stata uno dei Paesi colpiti per primi e più duramente dalla pandemia. Abbiamo imparato le nostre lezioni e vogliamo metterle a frutto. Nella veste di presidenza del G20, vogliamo guidare la spinta globale a progettare migliori risposte globali alle crisi sanitarie attuali e future".

Draghi: "Dall'Italia altri 300 milioni al Covax"

"Purtroppo, molti Paesi non possono permettersi di pagare questi vaccini. Questo è il motivo per cui iniziative come 'Act Accelerator' sono così importanti - ha detto ancora Draghi - Finora l'Italia ha donato 86 milioni di euro a Covax e altri 30 milioni a progetti multilaterali collegati. Oggi sono molto lieto di annunciare che questa settimana intendiamo aumentare in modo significativo questo contributo e incrementarlo almeno di 300 milioni di euro".

Mario Draghi e Ursula von der Leyen al Global Health Summit a Roma
Mario Draghi e Ursula von der Leyen al Global Health Summit a Roma - ©Ansa

Von der Leyen: "Assicurare i vaccini a tutti"

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L'obiettivo, ha detto a sua volta von der Leyen, è "mettere sotto controllo la pandemia ovunque, assicurare che i vaccini vengano dati a tutti, ovunque" attraverso le esportazioni ma anche condividendo "la capacità di produzione". La presidente della Commissione europea ha quindi annunciato "100 milioni di dosi ai Paesi a basso medio reddito entro il 2021". 

 Xi Jinping: "Dalla Cina altri 3 miliardi di dollari ai Paesi in via di sviluppo"

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All'evento ha partecipato in collegamento anche il presidente cinese Xi Jinping che ha detto: "La Cina fornirà altri 3 miliardi di dollari in aiuti per i prossimi 3 anni per sostenere la risposta al Covid e la ripresa economica nei Paesi in via di sviluppo". "Abbiamo già fornito 300 milioni di dosi di vaccino al mondo e la Cina continuerà a farlo, al meglio delle sue capacità", ha aggiunto Xi. "Dobbiamo essere uniti e promuovere la solidarietà e la cooperazione. Dobbiamo rifiutare ogni tentativo di politicizzare o etichettare il virus - ha proseguito - La manipolazione politica non aiuta la risposta interna alla pandemia di Covid, non fa altro che disturbare la cooperazione internazionale e danneggia le popolazioni in tutto il mondo".

Scienziati: “SarsCoV2 sarà endemico, possibili nuove ondate”

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"La probabile traiettoria per il SarsCoV2 è di diventare endemica con dei focolai stagionali a causa della diminuzione dell'immunità naturale, della copertura globale insufficiente dei vaccini e/o dell'emergere di nuove varianti non controllate dai vaccini attuali. Nuove ondate epidemiche sono possibili soprattutto nei Paesi con bassa copertura vaccinale". Lo ha affermato un panel di 26 scienziati - istituito da Draghi e von der Leyen in vista del Global Health Summit - nel rapporto pubblicato sul sito della Commissione Ue. "Un'equità globale nell'accesso alle risorse - avvertono gli esperti - è sia un imperativo morale che un'esigenza critica per il controllo della pandemia". "La pandemia non si fermerà senza un accesso universale alle risorse", avvertono gli scienziati del Global Health Summit Scientific Expert Panel, co-presieduto da Peter Piot, special adviser della presidente von der Leyen, e dal presidente dell'Iss Silvio Brusaferro.

Bill Gates: "È ora che il G20 mostri leadership e solidarietà"

Al Global Health Summit è intervenuto anche Bill Gates, secondo cui dopo oltre un anno di pandemia e uno straordinario progresso scientifico sui vaccini, "l'obiettivo adesso è che tutti possano beneficiarne": per i Paesi del G20 "è tempo di mostrare leadership e solidarietà" e assicurare i vaccini anche ai Paesi più poveri". Molti Paesi hanno già dato il loro contributo, "ma non è ancora abbastanza per controllare il Covid-19", ha ricordato il fondatore di Microsoft, sottolineando che alcuni Paesi stanno ancora vivendo il picco della pandemia. "Se non si colma il gap, molte persone ancora moriranno", ha aggiunto, invitando quei Paesi che hanno vaccini "in eccesso" rispetto alla loro popolazione a condividerle con chi non ne ha. "Questa pandemia ci ha insegnato che dobbiamo essere meglio preparati per la prossima", con più ricerca e finanziamenti. "Spero che la Dichiarazione di Roma sostenga questa preparazione", ha concluso.

Un momento del Global Health Summit a Roma
La presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, con il premier Mario Draghi all'apertura del Global Health Summit a Roma - ©Ansa

I contenuti della "Dichiarazione di Roma"

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Nella premessa della "Dichiarazione di Roma" si sottolinea che la diplomazia dei brevetti per favorire la capacità produttiva e distributiva globale dei sieri va inquadrata sotto l'egida dell'Accordo Trips del 1994 e della Dichiarazione di Doha del 2001. Nel testo si prevede poi "la promozione di strumenti quali le intese sulle licenze volontarie della proprietà intellettuale, trasferimenti volontari di tecnologie know-how e unioni dei brevetti sulla base di termini mutualmente concordati". Concetti che vengono ripresi anche nel punto 7 della Dichiarazione dove si spiega che i firmatari si impegnano a "sfruttare le sinergie e mettere a frutto le competenze delle organizzazioni e delle piattaforme pertinenti per facilitare la condivisione dei dati, lo sviluppo di capacità, gli accordi di licenza". L'impegno trasversale alla Dichiarazione è quello di una "risposta coordinata, resiliente, per una ripresa inclusiva" dal Covid. I firmatari si impegnano inoltre "alla condivisione rapida e sicura dei dati nelle emergenze". Il testo evidenzia che gli effetti "diretti e indiretti della pandemia sono stati sproporzionati per i Paesi più vulnerabili". Per questo l'impegno è considerare l'immunizzazione dal Covid "come bene pubblico globale", migliorando e incrementando il programma Covax.

 

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