Vaccino Covid, quattro dosi e non sei iniettate alla 23enne di Massa

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Lo ha confermato una nota diffusa dall'Asl Toscana nord ovest, dopo il caso della giovane studentessa a cui, in un primo momento, si era ipotizzato fossero state inoculate per errore sei dosi di vaccino Pfizer-BioNtech. Si è trattato, ha detto l'Asl, di uno "scivolone cognitivo". La 23enne "sta bene ma è tenuta ancora sotto stretto controllo"

Sono 4 e non 6 le dosi di vaccino Pfizer-BioNtech somministrate alla 23enne tirocinante di psicologia clinica a Massa, durante il corso della vaccinazione anti-Covid, eseguita sulla giovane domenica scorsa. La novità è emersa nel corso dell'audit interno effettuato dall'Asl Toscana nord ovest e terminato nella serata di ieri, 10 maggio, presso l'ospedale Apuane di Massa, durante cui è stato analizzato accuratamente il flacone utilizzato per l’inoculazione ed è stato misurato il quantitativo esatto di soluzione vaccinale ancora presente, ovvero circa 0,15 ml. Lo ha reso noto, proprio nella giornata di oggi, la stessa Asl attraverso una nota.

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"Non sappiamo cosa succederà perché non sono mai stati rilevati episodi analoghi. Al momento sta bene, verrà monitorata dai medici. Non dovrebbe succedere nulla di grave". Lo ha riferito, a Sky TG24, Valeria Marino, direttore medico di Pfizer Italia commentando il caso della giovane 23enne.

Il quantitativo analizzato

Come spiegato dalla stessa Asl toscana, la fiala di vaccino contiene all'origine 0,45 ml di farmaco e quindi, tolto il quantitativo di soluzione vaccinale ancora presente (circa 0,15 ml),  il quantitativo iniettato corrisponde in realtà a circa 0,30 ml, pari a quanto impiegato per 4 dosi di vaccino Pfizer-Biontech. "Il fatto che la quantità di vaccino iniettato sia stato di poco superiore a 4 dosi è importante perché la sperimentazione effettuata da Pfizer per individuare le conseguenze del sovradosaggio era arrivata appunto a testare un quantitativo di 4 dosi di principio attivo inoculate contemporaneamente, senza che per i pazienti ci fossero state conseguenze particolari", ha sottolineato ancora l’Asl. Nell'eventualità che si fosse trattato di sei dosi, come ipotizzato in un primo momento, sarebbe stato il primo caso al mondo.

Confermata la dinamica

L’Asl, poi, ha sottolineato che l'audit "ha confermato la dinamica già ipotizzata nelle ore precedenti: l'infermiera non ha inserito la soluzione fisiologica nel flaconcino, non ha quindi eseguito il passaggio della diluizione e ha aspirato il quantitativo necessario a preparare una dose con le siringhe di precisione fornite dalla farmacia aziendale". Si è trattato, hanno detto i responsabili, di uno "scivolone cognitivo" durante la preparazione del vaccino, "a cui ha contribuito un problema di conteggio e di predisposizione delle siringhe al momento della preparazione della seduta vaccinale, in un'attività di routine ad alti volumi e con pressione per la necessità di un rigoroso rispetto dei tempi". A proposito delle condizioni di salute della ragazza, la nota precisa che "sta bene ma è tenuta ancora sotto stretto controllo, sempre in collegamento con la struttura di immunologia di Careggi".

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