Cimici dei letti e zecche più diffuse d’estate: il ruolo del cambiamento climatico

Salute e Benessere
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Introduzione

Dalle cimici dei letti alle zecche, dai flebotomi alle zanzare e ai tafani: con l’estate aumenta la possibilità di entrare in contatto con insetti e parassiti durante viaggi, escursioni e giornate trascorse all’aperto. Alcuni stanno ampliando il proprio raggio d’azione, favoriti anche dalle temperature più elevate legate al cambiamento climatico. A spiegare dove è possibile incontrarli e quali rischi comportano è Sara Epis, professoressa associata di Parassitologia all’Università degli Studi di Milano e componente del direttivo della Società italiana di parassitologia.

Quello che devi sapere

Cimici dei letti anche nei rifugi di montagna

Le cimici dei letti rappresentano un problema "sommerso, ma che esiste ed è sempre più diffuso", ha spiegato Epis all’Adnkronos Salute. Si tratta dell'ectoparassita del viaggio per eccellenza, "ma non può più essere considerato solo un insetto 'da albergo', o da mezzi di trasporto, cinema, come era successo in passato per esempio in diversi Paesi europei. Se ne parla sempre molto poco, ma oggi è possibile trovarle persino ad alta quota, nei rifugi in montagna, e la loro circolazione è più ampia di quanto si pensi”. 

Cimice da letto

Possono viaggiare negli zaini

Le cimici possono essere trasportate da un luogo all’altro insieme ai viaggiatori. “Basta che un rifugio si trovi lungo un percorso che prevede più tappe e che una persona trasporti il parassita nello zaino da un rifugio all'altro". Per sensibilizzare viaggiatori e gestori, Epis ha riferito che insieme al Cai, il Club alpino italiano, è stata realizzata una brochure informativa destinata ai rifugi della Lombardia.

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Non sono necessariamente un segnale di scarsa pulizia

La presenza delle cimici non dipende necessariamente dalla pulizia o dalla categoria della struttura. "Può capitare di imbattersi nelle cimici dei letti un po' ovunque, dalla Cina a un qualsiasi Paese dell'Europa. E la loro presenza non è un indicatore automatico di scarsa igiene o della bassa categoria di un posto". Una stella o 5, ha precisato l’esperta, poco importa. "Perché in realtà sono molto brave a nascondersi e vengono introdotte continuamente attraverso gli spostamenti delle persone". 

Come riconoscere le cimici

Questi piccoli insetti dal colore marrone-bruno "non trasmettono malattie come le zecche ma sono fastidiose per le punture che causano intenso prurito e per l'infestazione che poi possono procurarci" se ci entrano nelle valigie e ce le portiamo a casa, ha precisato Epis. Sono insetti piatti, lunghi circa 5-7 millimetri. Spesso lasciano un segno caratteristico, con più punture disposte una dopo l’altra. Sono difficili da individuare durante il giorno e diventano attive soprattutto di notte.

 

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Resistono anche al freddo

Le cimici sono particolarmente attive con le temperature più alte, ma possono resistere anche in ambienti freddi. Intorno ai 15 gradi la loro attività rallenta e, in determinate condizioni, possono sopravvivere anche a circa 5 gradi riducendo il metabolismo. Possono quindi rimanere nascoste nei rifugi durante i mesi più freddi e tornare attive nella stagione successiva. "Il pasto lo fanno in tutti gli stadi, sia di ninfa che di adulto, e fanno punture in linea retta, tendenzialmente una di seguito all'altra”, ha riferito l'esperta. “In estate sembrano essere più diffuse perché si viaggia di più e c'è più possibilità di contatto, e tendenzialmente loro sono attive particolarmente quando la stagione è calda”. 

Cosa controllare in albergo

Quando si entra in una camera d’albergo, il consiglio è di non appoggiare immediatamente la valigia sul letto. Epis suggerisce prima di controllare le lenzuola alla ricerca di piccole macchie nere, che possono essere le feci delle cimici, e verificare l’eventuale presenza di insetti nella stanza. Al ritorno a casa, “soprattutto da viaggi internazionali in posti magari più a rischio, è bene evitare di portare la valigia direttamente in camera da letto, ma controllare gli indumenti e lavare comunque tutto in lavatrice con abbondante detersivo, lasciando quello che non si può lavare all'aperto".

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Zecche anche nelle periferie delle città

Anche le zecche “sono un problema sempre più diffuso”, ha aggiunto l’esperta. “La loro presenza è stata rilevata anche nelle periferie urbane. Soprattutto nei mesi caldi, ma non solo, aumenta l'esposizione durante le nostre passeggiate e i picnic, ma non dobbiamo più considerarle solo come un problema dell'escursionista estremo che va in montagna. Le si incontra anche in collina, nelle aree verdi nelle periferie urbane”, ha avvertito Epis. “Il rischio ormai è più allargato, c'è per chi va in campeggio, come per chi porta il cane a spasso nel verde, e così via. E la testimonianza di ciò è proprio che aumentano le segnalazioni di persone che vengono parassitate da zecche e anche i lavori scientifici ci dicono che sono in espansione".

Dove si trovano le zecche

In Italia la presenza delle zecche riguarda in particolare l’arco alpino e prealpino e diverse zone dell’Appennino. Ma non bisogna escludere altre aree. Il genere Ixodes, ha spiegato Epis, “si adatta bene a diversi ambienti, quindi è presente per esempio anche in Sicilia. Non dobbiamo escludere insomma il rischio anche in altre aree".

Zecca
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Il rischio di Lyme e Tbe

Le zecche possono trasmettere diverse malattie. “Oltre alla nota malattia di Lyme, c'è anche l'encefalite da zecche, la Tbe (Tick-Borne Encephalitis), una malattia molto importante presente soprattutto nel Nord-Est del nostro Paese, ma abbiamo avuto segnalazioni anche in Lombardia. Bisogna dunque fare molta, molta attenzione”. La maggior parte delle persone non sa poi che "le zecche possono essere anche molto piccole, lo stadio di sviluppo in cui hanno più possibilità di trasmettere la Borrelia che causa la malattia di Lyme è lo stadio di ninfa. Uno stadio in cui la zecca è di circa 1 millimetro. Complici le dimensioni microscopiche e il fatto che tutti gli artropodi ematofagi iniettano sostanze anestetizzanti quando pungono, è facile non accorgersi di loro".

Controllarsi dopo una passeggiata

Dopo un’escursione o una passeggiata nel verde è quindi importante controllare attentamente la pelle. La zecca può rimanere attaccata 4-5 giorni ed essendo così piccola "il rischio è di intercettarla solo dopo un paio di giorni, quando comincia a diventare un po' più grossa, perché ha compiuto il pasto", ha spiegato l'esperta. Le zone da controllare con particolare attenzione sono dietro il collo e le ginocchia, sotto le ascelle e dietro le orecchie.

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Come togliere una zecca

La zecca "si toglie con una pinzetta, facendo una leggera rotazione e poi tirando, cercando di avere un movimento piuttosto deciso per estrarla. Fatto questo, conserviamola, perché se si dovessero manifestare eventuali sintomi è importante portare la zecca in ospedale per una corretta diagnosi". Uno dei possibili segnali della loro presenza è “l'eritema migrante, un alone rossastro con anelli concentrici di colore rosso che si dipartono dalla zona di puntura della zecca”. "Questa è una manifestazione caratteristica della malattia di Lyme, ma non sempre si presenta, solo circa nel 70% dei casi".

Flebotomi sempre più presenti al Nord

Anche il territorio in cui si trovano i flebotomi si sta ampliando. Questi piccoli insetti, lunghi circa 2-3 millimetri e caratterizzati da un volo silenzioso, negli ultimi anni si sono diffusi anche nel Nord Italia. "Sono sempre stati considerati per il fatto che trasmettono la leishmaniosi al cane e di questi ectoparassiti si parla ancora poco nel Nord Italia. Ma negli ultimi anni si sono diffusi anche a queste latitudini e sono sempre più in espansione con il cambiamento climatico che favorisce temperature più alte e un clima ideale per la loro diffusione. Stiamo lavorando proprio su questo ormai da un po’”, ha raccontato Epis.  

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Possono trasmettere la leishmaniosi

“Ed è vero che trasmettono la leishmaniosi al cane, ma anche all'uomo (sia di tipo viscerale che con forme cutanee), benché sia più rara come manifestazione”. Inoltre, ha ricordato l'esperta, “i flebotomi trasmettono anche un virus molto importante chiamato Toscana virus, un patogeno emergente soprattutto nelle zone dell'Emilia Romagna, della Toscana, ma anche in Lombardia e in Veneto”. Sono sempre più numerosi i casi diagnosticati. “Nel 2025 ne abbiamo avuti più di 100. La loro attività è crepuscolare, in particolar modo notturna. E, pungendo nei mesi caldi, possono trasmettere virus come questo, in grado di causare anche forme gravi quali meningiti ed encefaliti, sebbene la maggior parte dei casi sia asintomatica". Senza allarmismi, conclude la parassitologa, "è importante conoscere i rischi" legati ai parassiti dell'estate. "Basterebbe veramente poco, un minimo di informazione, per non abbassare la guardia".

Zanzare: attenzione alle punture

Tra gli insetti più comuni dell’estate ci sono anche le zanzare. Oltre a provocare prurito e irritazione, alcune specie possono trasmettere virus. L’Istituto superiore di sanità ricorda, per esempio, che il virus West Nile viene trasmesso all’uomo principalmente attraverso la puntura di zanzare infette, soprattutto del genere Culex. Per limitare il rischio è importante proteggersi dalle punture e ridurre i ristagni d’acqua, dove le zanzare possono riprodursi.

Puntura zanzara
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Tafani, punture dolorose

Anche i tafani possono pungere soprattutto quando si trascorre del tempo all’aperto nei mesi più caldi. Come spiega Humanitas Salute, la loro puntura può essere particolarmente dolorosa, anche più di quella di un’ape, e può richiedere diversi giorni per guarire. Tra i sintomi più comuni ci sono rossore, gonfiore, infiammazione e un prurito intenso; può inoltre esserci il rischio che si sviluppino infezioni.

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