Covid, Bonaccini a Sky TG24: "Avrei preferito coprifuoco alle 23"

Salute e Benessere

Lo ha dichiarato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, in un'intervista a "Buongiorno" su Sky TG24 . "Se dati migliorano credo che ci possa essere una parziale revisione di queste regole e non escludo che anche alcune tappe previste nelle prossime settimane" rispetto a riaperture, ingressi in ristoranti, "possano essere anticipate", ha aggiunto

"L'unica cosa che avrei preferito era una flessibilità arrivando al coprifuoco alle 23 piuttosto che alle 22 perché nelle città ci si trasferisce tra Comuni per andare a cenare, il rischio è che alle 21 uno abbia già terminato per andare a casa". Lo ha dichiarato, intervenendo a "Buongiorno" su Sky TG24, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, a proposito della bozza del decreto legge sulle riaperture e misure anti Covid.
Dal Governo, nella riunione con le Regioni di ieri, è stato confermato "il coprifuoco alle 22 a meno che non ci sia un cambiamento nel Consiglio dei ministri. Avrei preferito le 23. Se le cose vanno bene credo che ci possa essere una parziale revisione di queste regole. Non escludo che anche alcune tappe previste nelle prossime settimane" rispetto a riaperture, ingressi in ristoranti, "possano essere anticipate, solo se le cose vanno per il meglio", ha sottolineato Bonaccini.

Bonaccini: "Se dati migliorano possibile anticipo riaperture"

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Sempre a proposito della bozza del decreto "Riaperture", in discussione oggi in Consiglio dei ministri, il presidente della Regione Emilia-Romagna ha commentato: “Si è riusciti ad anticipare le aperture rispetto a quanto era stato previsto in diversi casi, a partire dai ristoranti. Per quanto riguarda i ristoranti all’aperto, sta succedendo esattamente quello che dissi io qualche settimana fa. Capisco che siamo in un Paese in cui non ci si ricorda quasi più nulla ma così esattamente sta andando”. “Comprendo la necessità di utilizzare gli spazi aperti - ha aggiunto - so che per alcuni ristoratori è impossibile, io mi auguro - e sono convinto che se lo augurino lo stesso presidente del Consiglio e il Governo - che se le cose nelle prossime settimane, monitorandole quotidianamente, potranno migliorare, si potrà arrivare anche a un anticipo di aperture che riguardano il mese di giugno e addirittura, come nel caso dei parchi, il primo di luglio. Se le cose vanno bene, nelle prossime settimane ci potrà essere una parziale revisione di queste regole”.

 

Scuola, Bonaccini: "Mi aspettavo più flessibilità sugli orari"

 

Sul ritorno a scuola in presenza, dal 60% per le superiori, il compromesso raggiunto tra Regioni e Governo è legato al fatto che c'è "un problema di trasporti", con capienza al 50%, e di traffico "nelle ore di punta". "Mi sarei aspettato più flessibilità dal fronte scuola per la diluizione degli orari delle lezioni", ha poi dichiarato Stefano Bonaccini. Le scuole, ha aggiunto, "pongono questioni legittime ma secondo me si poteva e si potrebbe diluire gli orari, come in alcuni territori accade, anche in orari pomeridiani. Gli ingressi scaglionati sono presi in considerazione, non credo ovunque nel Paese e comunque si poteva cercare uno scaglionamento migliore" ha aggiunto il governatore". Soffermandosi sul tema del trasporto pubblico locale legato alla scuola, il presidente dell'Emilia-Romagna ha sottolineato: "Vi è un problema nelle ore di punta anche di impossibilità di entrare nelle città per esempio per i bus turistici".

 

Vaccini, Bonaccini: "Se le dosi arrivano l'organizzazione c'è"

 

A proposito della campagna di vaccinazione anti-Covid regionale, Bonaccini ha dichiarato: "Se le dosi arrivano, qui non manca l'organizzazione. Qui possiamo farne anche 30, 40, 50 mila al giorno".
"Fino a poche settimane fa il comportamento delle multinazionali è stato assolutamente vergognoso perché all’Italia è arrivata meno della metà delle dosi che erano state sottoscritte dall’Ue", ha aggiunto il presidente dell'Emilia-Romagna, per poi sottolineare: "Se avessimo ricevuto il doppio delle dosi arrivate non staremmo parlando di queste questioni. In queste ultime settimane le cose vanno meglio, si vede il cambio di passo. Tra Maggio e Giugno dovrebbero arrivare decine di milioni di dosi all’Italia, ed entro fine settembre 130 milioni di dosi. Questi sono gli accordi, se arrivano, basta la mente (o se ci si vuole far aiutare, la calcolatrice), per capire che anche laddove fossero solo doppia dose, ma non lo sarà per tutti, perché J&J è monodose, ci sarebbero dosi sufficienti per vaccinare tutti gli italiani che si vogliono vaccinare", ha concluso.

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