Antibiotico-resistenza, Oms: farmaci in sviluppo non utili contro superbatteri

Salute e Benessere
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Lo sottolinea l'Organizzazione mondiale della sanità nel rapporto annuale Antibacterial Pipeline Report. "La persistente incapacità di sviluppare antibiotici efficaci minaccia la nostra capacità di trattare con successo le infezioni batteriche", ha spiegato il vicedirettore generale dell'Oms sulla resistenza antimicrobica

Gli antibiotici approvati di recente non sono sufficienti per affrontare la sfida dell'aumento dell'antibiotico-resistenza e nessuno dei 43 in fase di sviluppo affronta sufficientemente la crescente minaccia rappresentata da 13 batteri resistenti ai farmaci prioritari. È l'allarme lanciato dall'Organizzazione mondiale della sanità nel rapporto annuale Antibacterial Pipeline Report, pubblicato sul suo sito ufficiale, dove sottolinea l’inadeguatezza delle attuali soluzioni disponibili, o in fase di realizzazione, per contrastare l’antibiotico-resistenza. In particolare, nel documento l'Oms rivela che quasi tutti gli antibiotici attualmente in uso sono variazioni di quelli scoperti negli anni '80, sottolineando come si faccia abitualmente affidamento su di loro in svariati settori della sanità: dall’estrazione di un dente dal dentista, ai trapianti di organi e alla chemioterapia per il cancro. 

Pochi antibiotici promettenti approvati negli ultimi anni

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"La persistente incapacità di sviluppare, produrre e distribuire nuovi antibiotici efficaci sta ulteriormente alimentando l'impatto della resistenza antimicrobica e minaccia la nostra capacità di trattare con successo le infezioni batteriche", ha spiegato Hanan Balkhy, vicedirettore generale dell'Oms sulla resistenza antimicrobica.
Nel rapporto, gli esperti dell'Organizzazione mondiale della sanità descrivono una ricerca quasi ferma, con pochi nuovi prodotti approvati negli ultimi anni. Tra gli 11 nuovi antibiotici che hanno ricevuto il via libera (dal 2017 ad oggi) dalla Food and Drug Administration (Fda) statunitense e/o dall'Agenzia europea per i medicinali (Ema), l'80% ha "un beneficio clinico limitato rispetto al trattamento esistente", poiché rappresenta una versione "rivisitata" degli antibiotici già in commercio.

Sepsi, Oms: antibiotici non sono più efficaci

Come precisato dall'Organizzazione mondiale della sanità le infezioni resistenti agli antibiotici possono colpire chiunque, ma ne sono più a rischio i bambini piccoli e quelli che vivono in povertà.
L'Oms nel rapporto evidenzia anche un altro dato preoccupante che riguarda i più piccoli: il 30% dei neonati che sviluppano infezioni del sangue non riesce a sopravvivere, perché gli antibiotici usati per trattare la sepsi non sono più efficaci. "Nel complesso, la pipeline clinica e gli antibiotici recentemente approvati non sono sufficienti per affrontare la sfida dell'aumento dell'emergenza e della diffusione della resistenza antimicrobica", conclude l'Oms.

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