Covid, quarantena per chi rientra in Italia: bastano 5 giorni?

Salute e Benessere

A commentare l’ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, relativa ad arrivi e rientri in Italia dai Paesi dell’Unione Europea, ecco il commento del virologo Fabrizio Pregliasco, secondo cui sarebbe stato più opportuno attendere il periodo di incubazione già conosciuto per il virus, cioè il limite dei 14 giorni

“Ho appena firmato un’ordinanza che dispone per arrivi e rientri dai Paesi dell’Unione Europea tampone in partenza, quarantena di 5 giorni e ulteriore tampone alla fine dei 5 giorni. La quarantena è già prevista per tutti i Paesi extra Eu”. Questo il tweet, datato 30 marzo, con cui il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha annunciato l’entrata in vigore di un'ordinanza firmata per regolamentare i comportamenti di chi, nonostante l’Italia sia ancora divisa per zone di colore a seconda della gravità dei contagi da coronavirus, potrà recarsi all'estero in vacanza, nei Paesi in cui sia consentito. Ma bastano davvero, 5 giorni di quarantena? Nel corso di un’intervista rilasciata a Fanpage, il virologo Fabrizio Pregliasco ha espresso il suo parere in merito.

La mobilità ed il rischio di contagio

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Secondo il virologo che lavora presso il Dipartimento di Scienze biomediche per la salute dell’Università degli Studi di Milano, l’ordinanza firmata dal ministro Speranza rappresenta il “tamponamento di una situazione paradossale”, considerando che agli italiani non è attualmente consentito il libero spostamento all'interno del territorio nazionale, se non per comprovati motivi di salute, lavoro o urgenza. “La mobilità è l'elemento di rischio maggiore che c'è in giro”, ha affermato Pregliasco, sottolineando come la decisione presa, relativa ai 5 giorni di quarantena, non risulti sufficiente. In base al suo parere, infatti, la scelta dei 5 giorni in isolamento rappresenta, probabilmente, una sorta di “mediazione”, considerando che per quarantena e tampone sarebbe stato più opportuno attendere il periodo di incubazione già conosciuto per il virus, cioè il limite dei 14 giorni di tempo.

Il periodo di incubazione

Il periodo di incubazione del virus Sars-Cov-2, infatti, come già segnalato anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), varia dai due ai quattordici giorni. Si tratta del lasso temporale che può trascorrere tra il contagio e la comparsa dei primi sintomi legati al Covid-19. Dunque, considerando anche la possibile imprecisione dei test di rilevamento del virus, un periodo di isolamento totale pari a cinque giorni, seguito poi da un ulteriore tampone, può apparire, come confermato da Pregliasco, troppo breve per avere la certezza assoluta di non aver contratto il virus durante la permanenza in un Paese estero.

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