Covid, Iss: "Scuole relativamente sicure con misure preventive appropriate"

Salute e Benessere
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"Si ritiene che il loro ruolo nell’accelerare la trasmissione del coronavirus in Europa sia limitato", precisa l'Iss nelle conclusioni del rapporto in cui ha analizzato l’andamento epidemiologico nazionale e regionale dei casi di Covid-19 in età scolare, tra agosto e dicembre 2020. Tuttavia, al momento, rimane ancora poco chiaro "l’impatto della chiusura e della riapertura delle scuole sulle dinamiche epidemiche"

La riapertura delle scuole avvenuta nel mese di settembre 2020 ha avuto un ruolo nell’aumento del rischio di circolazione del coronavirus? Per cercare di rispondere a questa domanda l'Istituto Superiore di Sanità ha redatto un nuovo rapporto, in cui ha analizzato l’andamento epidemiologico nazionale e regionale dei casi di Covid-19 in età scolare (3-18 anni), nel periodo compreso tra il 24 agosto e il 27 dicembre 2020.
"Allo stato attuale delle conoscenze le scuole sembrano essere ambienti relativamente sicuri, purché si continui ad adottare una serie di precauzioni ormai consolidate quali indossare la mascherina, lavarsi le mani, ventilare le aule e si ritiene che il loro ruolo nell’accelerare la trasmissione del coronavirus in Europa sia limitato", precisa l'Iss nelle conclusioni del report. Tuttavia, ad ora,  rimane ancora poco chiaro "l’impatto della chiusura e della riapertura delle scuole sulle dinamiche epidemiche".

Focolai di Covid-19 rilevati in ambito scolastico: 2% del totale

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Dal rapporto emerge, che nel periodo compreso tra il 31 agosto e 27 dicembre 2020, il sistema di monitoraggio ha rilevato 3.173 focolai in ambito scolastico, che rappresentano il 2% del totale dei focolai segnalati a livello nazionale. "Se si considera l’andamento settimanale c’è stato un progressivo aumento dei focolai con un picco nelle settimane dal 5 al 25 ottobre, una graduale diminuzione fino al 22 novembre e un nuovo aumento fino al 13 dicembre seguito da una stabilizzazione nella seconda metà del mese", precisa l'Iss, sottolineando che il numero di focolai scolastici è sottostimato, in quanto alcune Regioni, tra cui Basilicata, Liguria e Sardegna, "non sono state in grado di riportare l’informazione relativa al setting in cui si sono verificati i focolai".

 

Covid, 203.350 casi in età scolare tra agosto e dicembre 2020

 

Nello specifico, in base ai dati estratti dal database del Sistema di Sorveglianza Integrata Covid-19, tra il 24 agosto e il 27 dicembre 2020, sono stati diagnosticati 203.350 casi di positivà in età scolare, l'11% del totale. "La percentuale dei casi in bambini e adolescenti è aumentata dal 21 settembre al 26 ottobre (con un picco del 16% nella settimana dal 12 al 18 ottobre) per poi tornare ai livelli precedenti", precisa l'Iss.
In generale, in Italia, dopo la riapertura delle scuole nel mese di settembre 2020, l’andamento dei casi di Covid-19 nella popolazione in età scolastica ha seguito quello della popolazione adulta, rendendo difficile identificare l’effetto sull’epidemia del ritorno all’attività didattica in presenza. "Quello che si può notare è che pur con le scuole del primo ciclo sempre in presenza, salvo che su alcuni territori regionali, la curva epidemica mostra a partire da metà novembre un decremento evidenziando un impatto sicuramente limitato dell’apertura delle scuole del primo ciclo sull’andamento dei contagi", precisa il report.

 

L'impatto della chiusura delle scuole sulla trasmissione del Covid-19

 

Nel documento, in cui sono riportati i risultati emersi dagli ultimi studi di settore, l'Iss descrive anche le evidenze attualmente disponibili sull'impatto della chiusura e della riapertura della scuola sulla trasmissione di Covid-19 a livello di comunità. L’esperienza di altri Paesi "mostra che il mantenimento di un’istruzione scolastica in presenza dipende dal successo delle misure preventive adottate nella comunità più ampia". "Quando sono in atto e ampiamente seguite misure di mitigazione sia a scuola che a livello di comunità, le riaperture scolastiche pur contribuendo ad aumentare l’incidenza di Covid-19, causano incrementi contenuti che non provocano una crescita epidemica diffusa", precisa l'Iss, sottolineando l'urgente bisogno di identificare le modalità più idonee per riportare in sicurezza gli studenti alla didattica in presenza.

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